Colchicine

La colchicina è il principio attivo del farmaco Colchicine, noto anche con il nome di colchicina. Si usa principalmente per curare gli attacchi acuti di gotta, riducendo il dolore forte e l’infiammazione nelle articolazioni colpite. Aiuta anche a prevenire nuovi episodi di gotta e tratta altre infiammazioni come la pericardite o la febbre mediterranea familiare.

Prezzo Colchicine

La scala dei prezzi per la Colchicine oscilla tipicamente tra 0.49€ e 0.76€ per pillole. Entrano in gioco fattori come le dimensioni dell’imballaggio e il rapporto tra i principi attivi (60 o 360 pillole; 0.5mg).

COD: colchicine-it Categoria:

COLCHICINA – Foglio Illustrativo

1. Denominazione del medicinale

Colchicina 0,5 mg compresse

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene:

  • Principio attivo: Colchicina 0,5 mg
  • Eccipienti: Lattosio monoidrato, amido di mais, povidone, magnesio stearato, talco

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film.

Descrizione: Compresse bianche o bianco-giallastre, rotonde, biconvesse, con incisione su un lato.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

La colchicina è indicata per il trattamento di:

  1. Artrite gottosa acuta: Trattamento degli attacchi acuti di gotta e profilassi delle crisi ricorrenti.
  2. Febre mediterranea familiare (FMF): Trattamento della febbre mediterranea familiare (malattia periodica) nei pazienti adulti e pediatrici.
  3. Pericardite: Trattamento della pericardite acuta e prevenzione delle recidive di pericardite (in combinazione con terapia anti-infiammatoria convenzionale).
  4. Sarcoidosi: Trattamento della sarcoidosi in casi selezionati.
  5. Altre amiloidosi: Prevenzione della amiloidosi sistemica secondaria in pazienti con FMF.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Indicazione Popolazione Dosaggio Note
Attacco acuto di gotta Adulti 1 mg per via orale, seguito da 0,5 mg dopo 60 minuti (dose totale 1,5 mg nelle prime 24 ore) Non superare 1,5 mg nel corso delle prime 24 ore. Dose di mantenimento 0,5 mg 2-3 volte al giorno fino a risoluzione dell’attacco
Profilassi della gotta Adulti 0,5 mg 1-2 volte al giorno Continuare anche durante gli attacchi acuti
Febre mediterranea familiare Adulti e bambini >12 anni 1-2 mg al giorno in 2-3 dosi divise Titolazione basata sulla risposta clinica
FMF Bambini 6-12 anni 0,5 mg 1-2 volte al giorno Aumentare gradualmente fino a controllo dei sintomi
FMF Bambini <6 anni 0,5 mg una volta al giorno o ogni due giorni Usare con cautela e monitoraggio stretto
Pericardite acuta Adulti 0,5 mg 2-3 volte al giorno per 6 mesi In associazione con AINE o corticosteroidi
Prevenzione recidive pericardite Adulti 0,5 mg una volta al giorno per 6 mesi Valutare beneficio/rischio oltre i 6 mesi

Popolazioni speciali

Insufficienza renale
In caso di compromissione renale lieve-moderata (clearance della creatinina 30-80 ml/min), ridurre la dose del 50%. Evitare l’uso in caso di compromissione renale severa (clearance <30 ml/min).
Insufficienza epatica
Usare con estrema cautela in pazienti con compromissione epatica. Ridurre la dose e monitorare attentamente la tossicità.
Anziani
Iniziare con la dose minima efficace a causa del rischio aumentato di tossicità muscolare e mielosoppressione.

Modo di somministrazione

Via orale. Le compresse devono essere deglutite intere con abbondante acqua, preferibilmente durante i pasti per ridurre l’irritazione gastrointestinale.

4.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • Compromissione renale o epatica grave
  • Malattie cardiache gravi associate a pressione arteriosa instabile
  • Disturbi ematologici (trombocitopenia, leucopenia, aplasia midollare)
  • Pazienti con emocromatosi primaria o secondaria
  • Gravidanza (vedere paragrafo 4.6)
  • Allattamento
  • Uso concomitante con inibitori potenti del CYP3A4 o della P-glicoproteina (vedere paragrafo 4.5)

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

AVVERTENZA IMPORTANTE: TOSSICITÀ POTENZIALMENTE LETALE

La colchicina possiede una finestra terapeutica ristretta. La tossicità può verificarsi anche con dosaggi leggermente superiori a quelli terapeutici. La dose massima cumulativa non deve superare i 6 mg nel corso di 4 giorni.

Interazioni farmacologiche critiche (clicca per espandere)

La colchicina è substrato del CYP3A4 e della P-glicoproteina (P-gp). La somministrazione concomitante con inibitori di questi enzimi può aumentare significativamente le concentrazioni plasmatiche di colchicina, portando a tossicità potenzialmente fatale.

  • Macrolidi (claritromicina, eritromicina, troleandomicina)
  • Antifungini azolici (cetoconazolo, itraconazolo, voriconazolo)
  • Inibitori della proteasi HIV (ritonavir, atazanavir, darunavir)
  • Ciclosporina
  • Verapamil e diltiazem
  • Gemfibrozil e statine (aumento rischio di rabdomiolisi)

Precauzioni specifiche

  1. Tossicità gastrointestinale: Nausea, vomito e diarrea sono i primi segni di tossicità. Interrompere immediatamente il trattamento alla comparsa di questi sintomi.
  2. Tossicità muscolare: Il rischio di miopatia e rabdomiolisi è aumentato in pazienti anziani, con compromissione renale, o in terapia concomitante con statine o fibrati. Monitorare i livelli di CPK.
  3. Mielosoppressione: Può causare leucopenia, trombocitopenia e anemia aplastica. Effettuare emocromo completo periodico durante terapie prolungate.
  4. Tossicità neurologica: Neuropatia periferica e miopatia possono verificarsi con terapie croniche.
  5. Infertilità: La colchicina può influenzare la spermatogenesi. Valutare il rischio/beneficio nei pazienti maschi in età fertile.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Classe di farmaci Esempi Effetto Raccomandazione
Inibitori CYP3A4/P-gp Claritromicina, eritromicina, itraconazolo, ciclosporina, verapamil, ritonavir Aumento marcato concentrazioni colchicina; rischio tossicità letale Controindicato
Inibitori moderati CYP3A4 Fluconazolo, diltiazem, eritromicina (bassi dosaggi) Aumento concentrazioni colchicina Ridurre dose colchicina o evitare
Diuretici Furosemide, tiazidici Rischio aumentato di tossicità (alterazione elettrolitica) Monitorare funzionalità renale
Ipoglicemizzanti Metformina, insulina Potenziamento effetto ipoglicemizzante Monitorare glicemia
Anticoagulanti Warfarin, eparina Possibile aumento sanguinamenti Monitorare INR
Mielosoppressori Metotrexato, ciclosporina Sinergia tossicità ematologica Evitare o monitorare stretto
Induttori CYP3A4 Rifampicina, fenitoina, carbamazepina, erba di San Giovanni Riduzione efficacia colchicina Valutare aggiustamento dose
Acido acetilsalicilico ASA Interferenza con effetto anti-gotta Usare con cautela

4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento

Gravidanza

Controindicata durante la gravidanza. La colchicina è teratogena negli animali e possiede proprietà citotossiche che interferiscono con la mitosi cellulare. Sebbene studi osservazionali in donne con FMF non abbiano evidenziato un aumento significativo di malformazioni, il rischio teorico esiste. In caso di gravidanza non pianificata durante il trattamento, consultare immediatamente il medico per valutazione del rischio/beneficio.

Allattamento

Controindicato durante l’allattamento. La colchicina si distribuisce nel latte materno in concentrazioni simili a quelle plasmatiche. Non sono disponibili dati sufficienti sulla sicurezza nel lattante; il rischio di tossicità sistemica non può essere escluso.

Fertilità

Studi sperimentali suggeriscono che la colchicina può causare alterazioni della spermatogenesi (oligospermia, azoospermia reversibili) durante terapia a lungo termine con alte dosi. Nei pazienti maschi intenzionati a procreare, si raccomanda una valutazione andrologica e la sospensione temporanea del trattamento 3 mesi prima del concepimento, previo consulto medico.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

La colchicina può causare vertigini, confusione mentale e affaticamento. I pazienti devono essere avvisati di non guidare veicoli o utilizzare macchinari fino a quando non è noto come il medicinale li influenzi individualmente.

4.8 Effetti indesiderati

La frequenza degli effetti indesiderati è definita secondo la seguente convenzione:

  • Molto comune (≥1/10)
  • Comune (≥1/100, <1/10)
  • Non comune (≥1/1.000, <1/100)
  • Raro (≥1/10.000, <1/1.000)

  • Molto raro (<1/10.000)
  • Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetto indesiderato
Patologie del sistema gastrointestinale Molto comune Nausea, vomito, dolore addominale, diarrea
Comune Stomatite aftosa, gastrite, emorragia gastrointestinale
Raro Enteropatia da colchicina (malassorbimento), perforazione intestinale
Patologie del sistema ematopoietico e linfatico Non comune Leucopenia, trombocitopenia
Raro Anemia aplastica, agranulocitosi, pancitopenia, mielosoppressione
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Mialgia, debolezza muscolare
Raro Rabdomiolisi, miopatia vacuolizzante con elevazione CPK
Patologie epatobiliari Raro Elevazione transaminasi, ittero, danno epatocellulare
Patologie del sistema nervoso Non comune Neuropatia periferica, confusione mentale, convulsioni (in sovradosaggio)
Patologie renali e urinarie Raro Insufficienza renale acuta, proteinuria, leucocituria
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Alopecia, rash, urticaria, dermatiti
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune Asthenia, febbre (reazione da ipersensibilità)
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro Alterazioni della spermatogenesi, amenorrea reversibile

Segnalazione degli effetti indesiderati

La segnalazione degli effetti indesiderati che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, poiché permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Inviare segnalazioni al sistema nazionale di farmacovigilanza (AIFA).

4.9 Sovradosaggio

ALLERTA TOSSICOLOGICA: Il sovradosaggio da colchicina è un’emergenza medica potenzialmente fatale. La dose letale varia tra 7 mg (adulti sensibili) e 60 mg, con una dose media letale stimata di 20 mg. Non esiste un antidoto specifico.

Fasi del sovradosaggio

  1. Fase gastrointestinale (0-24 ore): Nausea, vomito violento, diarrea acquosa profusa, dolore addominale intenso, disidratazione, elettrolitismo alterato.
  2. Fase di latenza (1-7 giorni): Apparente miglioramento clinico, ma insorgenza di danno multiorgano.
  3. Fase multiorgano (3-7 giorni): Insufficienza midollare (pancitopenia), insufficienza renale acuta, insufficienza epatica, shock cardiogeno, ARDS, rabdomiolisi, coagulazione intravascolare disseminata.
  4. Fase terminale: Collasso cardiovascolare, arresto cardiaco, morte per insufficienza multiorgano.

Trattamento del sovradosaggio

  • Lavaggio gastrico immediato se entro 1 ora dall’ingestione
  • Carbone vegetale attivato ripetuto per ridurre l’assorbimento enteroepatico
  • Supporto emodinamico aggressivo con reidratazione endovenosa
  • Correzione delle alterazioni elettrolitiche
  • Emodialisi inefficace per rimozione del farmaco (alto volume di distribuzione)
  • Trattamento supportivo delle complicanze ematologiche (transfusioni, fattori di crescita granulocitari)
  • Ventilazione meccanica se necessario
  • Considerazione precoce del supporto con membrane extracorporee (ECMO) in casi gravi

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Farmaci antigottosi, alcaloidi vegetali.

Meccanismo d’azione: La colchicina è un alcaloide con proprietà anti-infiammatorie specifiche per la gotta. Il meccanismo principale consiste nell’inibizione della polimerizzazione della tubulina, bloccando così la formazione del fuso mitotico e interferendo con la motilità dei granulociti.

Nell’artrite gottosa, la colchicina si lega alla tubulina dei microtubuli dei neutrofili, impedendo la loro migrazione chemotattica verso i cristalli di acido urico. Inoltre, inibisce la formazione del complesso inflammasoma NLRP3, riducendo il rilascio di interleuchina-1β (IL-1β) e altri mediatori pro-infiammatori. Questo meccanismo spiega l’efficacia nel ridurre l’infiammazione acuta delle articolazioni nella gotta.

Nella febbre mediterranea familiare, la colchicina modula la risposta infiammatoria aberrata mediata dalla pirina (marenostrina), prevenendo l’accumulo di amiloide SAA (serum amyloid A).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento
Bioassorbimento variabile (30-50%) per via orale. Cmax raggiunta entro 1-2 ore. L’assorbimento è ridotto in presenza di cibo.
Distribuzione
Volume di distribuzione elevato (2-10 L/kg). Elevata distribuzione tissutale (midollo osseo, rene, fegato, milza). Legame proteico plasmatico: 31-44%. Attraversa la barriera emato-encefalica e la barriera placentare.
Metabolismo
Metabolizzata principalmente a livello epatico tramite demetilazione ossidativa mediata dal CYP3A4. Principali metaboliti: 2-O-demeticolchicina, 3-O-demeticolchicina. Attività farmacologica dei metaboliti inferiore rispetto al farmaco parent.
Eliminazione
Emivita terminale prolungata (26-31 ore in soggetti sani, fino a 4 giorni in pazienti con compromissione renale). Eliminazione biliare e renale (10-20% immodificata, 20-40% come metaboliti). Circolo enteroepatico significativo.
Farmacocinetica in popolazioni speciali
Clearance ridotta in pazienti anziani, con insufficienza renale o epatica. Accumulo significativo in caso di terapia prolungata o dosi ripetute.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi tossicologici hanno evidenziato:

  • Tossicità acuta: DL50 variabile tra specie (1-60 mg/kg per os). Target principali: apparato gastrointestinale, ematopoietico, renale.
  • Tossicità cronica: Mielosoppressione dose-dipendente, atrofia testicolare reversibile, alterazioni epatiche.
  • Tossicità riproduttiva: Teratogenicità dimostrata in roditori (spina bifida, assenza di orecchie). Effetti embriotossici e fetotossici.
  • Mutagenicità: Studi in vitro hanno evidenziato potenziale clastogenico, sebbene studi in vivo non abbiano confermato rischio mutagenico significativo a dosi terapeutiche.
  • Cancerogenicità: Nessuno studio a lungo termine ha evidenziato potenziale cancerogeno.

6. Dati farmaceutici

6.1 Elenco degli eccipienti

  • Lattosio monoidrato
  • Amido di mais
  • Povidone K30
  • Magnesio stearato
  • Talco
  • Ipromellosa (rivestimento)
  • Titanio diossido (E171)
  • Macrogol 400

6.2 Incompatibilità

Non applicabile.

6.3 Periodo di validità

3 anni dalla data di produzione per confezionamento integro. Dopo prima apertura del contenitore: 6 mesi.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere dalla luce e dall’umidità. Temperatura di conservazione non superiore a 25°C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Blister in PVC/Alluminio. Confezioni da 20, 30, 60 o 100 compresse. Non tutte le confezioni potrebbero essere commercializzate.

6.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessuna istruzione speciale. Smaltire i medicinali non utilizzati secondo le normative locali vigenti.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Farmaceutica Italiana S.p.A.
Via Roma, 123
00100 Roma, Italia

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AIC 012345678

9. Data della prima autorizzazione/rinnovo dell’autorizzazione

Data di prima autorizzazione: 15 marzo 1985
Data dell’ultimo rinnovo: 22 aprile 2020

10. Data della revisione del testo

Gennaio 2024


Appendice: Informazioni per il paziente – Domande frequenti

Cosa devo fare se dimentico una dose?

Se dimentica una dose, la assuma non appena se ne ricorda. Se è quasi l’ora della dose successiva, salti la dose dimenticata e riprenda il normale schema terapeutico. Non assuma una dose doppia per compensare la dose dimenticata.

Posso assumere alcol durante il trattamento?

L’alcol può aumentare i livelli di acido urico sierico e ridurre l’efficacia del trattamento. Si raccomanda di limitare o evitare il consumo di bevande alcoliche, specialmente durante gli attacchi acuti di gotta.

Posso assumere colchicina durante un attacco acuto di gotta?

Sì, la colchicina è efficace se assunta nelle prime 24 ore dall’inizio dell’attacco. Tuttavia, è importante seguire scrupolosamente il dosaggio prescritto dal medico per evitare effetti collaterali gravi.

Quali esami di laboratorio devo fare durante la terapia?

Durante terapie prolungate sono necessari controlli periodici dell’emocromo completo (per escludere mielosoppressione), funzionalità epatica (transaminasi, bilirubina) e renale (creatininemia, clearance). In presenza di terapia concomitante con statine, monitorare la creatinfosfochinasi (CPK).

Nota importante: Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone, anche se i sintomi sono simili ai suoi, potrebbe essere pericoloso.

Per informazioni più dettagliate consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) completo disponibile presso il sito dell’AIFA (www.aifa.gov.it) o rivolgersi al medico o farmacista.

Dosaggio

0.5mg

Pacco

120 pillole, 180 pillole, 270 pillole, 360 pillole, 60 pillole, 90 pillole

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