STROMECTOL*CPR 3MG – Foglio Illustrativo Completo
Denominazione del medicinale
Stromectol 3 mg compresse rivestite con film
Principio attivo: Ivermectina
Composizione qualitativa e quantitativa
| Componente | Quantità per compressa | Funzione |
|---|---|---|
| Ivermectina | 3 mg | Principio attivo antiparassitario |
| Cellulosa microcristallina | q.s. | Eccipiente di carica |
| Amido di mais pregelatinizzato | q.s. | Disgregante |
| Magnesio stearato | q.s. | Lubrificante |
| Butilidrossianisolo (E320) | traccia | Antiossidante |
| Opadry II (sistema di rivestimento) | q.s. | Rivestimento film |
Forma farmaceutica
Compresse rivestite con film, bianche o bianche sporche, rotonde, piatte con bordo smussato, incise con “32” su un lato e liscie sull’altro. Diametro approssimativo 9 mm.
Dati clinici
Indicazioni terapeutiche
Stromectol è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni parassitarie sistemiche e cutanee:
- Onchocercosi (Cecità dei fiumi): causata dal nematodo Onchocerca volvulus. Il farmaco è microfilaricida e non presenta attività macrofilaricida dimostrata contro i vermi adulti.
- Strongiloidosi intestinale: infezione causata dal nematodo Strongyloides stercoralis. Efficace contro le forme intestinai e tissutali (autoinfezione).
- Scabbia crustosa (Norvegese): in pazienti con immunodepressione o quando il trattamento topico è risultato inefficace o non applicabile.
- Filarasi linfatica: come terapia di massa per Wuchereria bancrofti in programmi di controllo delle malattie trasmissibili.
- Altre nematodosi: ascariasi (Ascaris lumbricoides) e anchilostomiasi (Ancylostoma duodenale) in contesti epidemiologici specifici.
Meccanismo d’azione
L’ivermectina è un semisintetico, antielmintico ad ampio spettro appartenente alla classe degli avermectini. Agisce come agonista selettivo dei canali del cloro gated dal glutammato nei nervi e nelle cellule muscolari degli invertebrati. L’induzione dell’aumento di permeabilità al cloro causa paralisi e morte del parassita. Nei mammiferi, l’ivermectina non attraversa la barriera ematoencefalica in quantità significative, garantendo selettività per gli invertebrati.
Posologia e modo di somministrazione
Posologia per indicazione
| Indicazione | Dosaggio | Schema terapeutico | Note speciali |
|---|---|---|---|
| Onchocercosi | 150 mcg/kg | Dose singola orale | Trattamento annuale nei programmi di controllo; trattamento dei microfilariae circolanti |
| Strongiloidosi | 200 mcg/kg | Dose singola orale | Seconda dose dopo 2 settimane nei pazienti immunocompromessi o con infezione persistente |
| Scabbia crustosa | 200 mcg/kg | 2-3 dosi a intervalli di 7-14 giorni | Associare a trattamento topico keratolitico |
| Filariasi linfatica | 200 mcg/kg + albendazolo 400 mg | Dose singola annuale | Terapia di massa in combinazione |
| Ascariasi | 150-200 mcg/kg | Dose singola | Alta efficacia (>90%) |
| Strongiloidosi disseminata | 200 mcg/kg | Dosaggi ripetuti (2-7 giorni) | Pazienti immunodepressi gravemente compromessi |
Calcolo del dosaggio pediatrico
Il dosaggio deve essere calcolato in base al peso corporeo con la seguente formula:
Numero di compresse = (Peso in kg × Dose in mcg/kg) / 3000 mcg
Esempio pratico: Paziente di 60 kg per onchocercosi: (60 × 150) / 3000 = 3 compresse
Popolazioni speciali
- Pazienti pediatrici
- Pazienti con peso inferiore a 15 kg: la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite. Per pazienti tra 15-25 kg: 1/2 compressa (1,5 mg) per onchocercosi; 1 compressa (3 mg) per strongiloidosi.
- Pazienti anziani
- Nessun aggiustamento posologico necessario. Tuttavia, nei pazienti con funzionalità epatica compromessa richiedere attenzione particolare.
- Insufficienza renale
- L’ivermectina viene eliminata principalmente attraverso la folla fecale; non sono richiesti aggiustamenti nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Dati limitati per insufficienza renale grave.
- Insufficienza epatica
- Il farmaco viene metabolizzato a livello epatico. Nei pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh C), considerare la riduzione del 50% della dose con monitoraggio stretto.
Modalità di somministrazione
- Le compresse devono essere deglutite intere con acqua
- Assumere preferibilmente a stomaco vuoto (2 ore prima o dopo i pasti) per ottimizzare l’assorbimento
- Non masticare o frantumare le compresse
- Per pazienti che non possono deglutire compresse intere: è possibile frantumare accuratamente la compressa e sospenderla in acqua, assumendo immediatamente
- Nei programmi di controllo dell’onchocercosi, la somministrazione avviene sotto supervisione medica diretta
Controindicazioni
- Ipersensibilità: nota ipersensibilità all’ivermectina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nella sezione 6.1
- Asthma grave: pazienti con anamnesi di reazioni asmatiche gravi a farmaci simili o con asma incontrollato
- Co-infestazione da Loa loa: controindicazione assoluta in aree endemiche per Loa loa (Africa centrale) a causa del rischio di encefalopatia grave post-trattamento
- Bambini sotto i 15 kg o 90 cm di altezza: non raccomandato per mancanza di dati di sicurezza adeguati
- Donne in gravidanza: prima trimestre (vedere sezione gravidanza)
- Insufficienza epatica grave non controllata: rischio di accumulo e tossicità
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Reazioni di tipo Mazzotti
Nel trattamento dell’onchocercosi, l’eliminazione dei microfilariae può causare reazioni sistemiche acute (sindrome di Mazzotti), caratterizzate da:
- Prurito intenso ed eruzione cutanea generalizzata
- Edema facciale e periorbitale
- Artralgie e mialgie
- Linfadenopatia dolorosa
- Ipertensione ortostatica
- Tachicardia
- Edema pulmonare (raro ma potenzialmente fatale)
Queste reazioni sono generalmente lievi-moderate e autolimitanti entro 5-7 giorni. In caso di reazioni severe, somministrare corticosteroidi sistemici e antistaminici.
Encefalopatia post-ivermectinica
ATTENZIONE: Pazienti con elevati carichi di microfilariae di Loa loa (>30.000 microfilariae/ml di sangue) possono sviluppare encefalopatia grave, coma e morte dopo somministrazione di ivermectina. Escludere sempre la co-infestazione da Loa loa in pazienti provenienti da aree endemiche dell’Africa centrale (Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Nigeria, RD del Congo).
Interazioni con il sistema immunitario
Pazienti con strongiloidosi iperinfettiva e sindrome da iperinfestazione strongyloide (SDIS) possono sviluppare sepsi o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) in seguito all’eliminazione massiva dei parassiti. Richiedere monitoraggio in terapia intensiva e profilassi antibiotica empirica.
Effetti sulla vista
Rari casi di perdita visiva transitoria o permanente sono stati segnalati in pazienti con onchocercosi trattati con ivermectina. Questi eventi sono probabilmente correlati alla reazione infiammatoria ai microfilariae morti nella retina piuttosto che a tossicità diretta del farmaco. Effettuare esame oftalmologico pre-trattamento nei pazienti con coinvolgimento oculare noto.
Uso in pazienti immunocompromessi
La strongiloidosi cronica nei pazienti immunosoppressi (terapia con corticosteroidi, chemioterapia, trapianti, HTLV-1) può evolvere verso forme disseminate. Richiede dosaggi prolungati o ripetuti di ivermectina e monitoraggio per anni dopo la sospensione dell’immunosoppressione.
Interazioni
Farmaci che inducono il CYP3A4
L’ivermectina è substrato del citocromo P450 3A4. La somministrazione concomitante con induttori enzimatici può ridurre l’efficacia:
- Rifampicina: riduzione del 50% dell’AUC dell’ivermectina
- Fenitoina, carbamazepina, fenobarbital: potenziale riduzione dei livelli plasmatici
- Efavirenz, nevirapina: interazione clinicamente significativa da evitare
Farmaci che inibiscono il CYP3A4
Inibitori potenti possono aumentare l’esposizione sistemica:
- Chetoconazolo, itraconazolo: aumento del 200% dell’AUC
- Claritromicina, eritromicina: aumento moderato (monitoraggio consigliato)
- Inibitori della proteasi HIV (ritonavir, saquinavir): potenziale aumento della tossicità
Interazioni farmacodinamiche
| Farmaco/Classe | Interazione | Meccanismo | Raccomandazione |
|---|---|---|---|
| Valproato di sodio | Aumento neurotossicità | Somma effetti su recettori GABA | Monitoraggio neurologico |
| Benzodiazepine | Sedazione accentuata | Potenziazione recettoriale | Evitare o ridurre dose |
| Warfarin | Alterazione INR | Displasia da proteine plasmatiche | Monitoraggio INR frequente |
| Alcol etilico | Aumento sedazione | Somma effetti CNS | Evitare durante trattamento |
Gravidanza e allattamento
Fertilità
Studi preclinici non hanno evidenziato effetti sulla fertilità nei ratti a dosi fino a 2 mg/kg/die.
Gravidanza
Categoria FDA: C
Dati limitati sull’uso di ivermectina in donne gravide. Studi su animali non hanno evidenziato teratogenicità o tossicità fetale a dosi terapeutiche, ma a dosi tossiche materne si sono osservate anomalie scheletriche nei ratti. Il rischio teorico supera il beneficio nel primo trimestre. Nel secondo e terzo trimestre, valutare il rapporto rischio/beneficio solo in caso di infezioni severe che minacciano la vita (strongiloidosi disseminata).
Allattamento
L’ivermectina viene escreta nel latte materno in quantità limitate (concentrazione massima circa 1/100 della dose materna ponderale). Tuttavia, considerando la potenziale immunodepressione neonatale e la mancanza di dati di sicurezza nei neonati, sospendere l’allattamento per 24 ore dopo la somministrazione della dose singola.
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
L’ivermectina può causare vertigini, sonnolenza e alterazioni della vista transitorie. I pazienti devono essere avvisati di non guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi fino a quando non è nota la loro risposta individuale al farmaco. Queste precauzioni sono particolarmente rilevanti nelle prime 24-48 ore post-somministrazione.
Effetti indesiderati
La frequenza degli effetti indesiderati è stata valutata sulla base di dati post-marketing e studi clinici controllati:
Classificazione per frequenza
- Molto comuni (≥1/10)
- Prurito, iperemia oculare, linfonodi palpabili dolenti
- Comuni (≥1/100 a <1/10)
- Cefalea, vertigini, mialgie, artralgie, rash cutaneo, edema periferico, febbre, astenia
- Non comuni (≥1/1.000 a <1/100)
- Nausea, diarrea, dolore addominale, orticaria, aumento transaminasi, ipertensione ortostatica, tachicardia
- Rari (≥1/10.000 a <1/1.000)
- Encefalopatia (in contesto di Loa loa), convulsioni, coma, edema cerebrale, leucopenia, eosinofilia marcata, epatite tossica
- Molto rari (<1/10.000)
- Shock anafilattico, Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, perdita dell’udito transitoria, disturbi della coagulazione
- Non nota (non valutabile dai dati disponibili)
- Depressione respiratoria (in sovradosaggio massivo), alterazioni elettrocardiografiche (prolungamento QT segnalato in casi isolati)
Tabella sistematica degli eventi avversi
| Sistema organo-classe MedDRA | Reazione avversa | Frequenza | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Comune | Generalmente lieve, transitoria |
| Vertigini | Comune | Correlata a ipotensione ortostatica | |
| Sonnolenza | Non comune | Autolimitante | |
| Convulsioni | Rara | Predisposizione epilettica o Loa loa | |
| Patologie oculari | Congiuntivite | Comune | Reazione a microfilariae oculari |
| Edema palpebrale | Comune | Transitorio | |
| Alterazione visiva | Non comune | Raramente permanente | |
| Patologie cardiache | Tachicardia | Non comune | Riflessa all’ipotensione |
| Ipotensione ortostatica | Non comune | Entro 24 ore dalla dose | |
| Edema polmonare | Rara | Reazione inflammatoria sistemica | |
| Patologie gastrointestinali | Nausea | Non comune | Lieve |
| Diarrea | Non comune | Specialmente in strongiloidosi | |
| Dolore addominale | Non comune | Coliche parassitarie | |
| Patologie della cute | Prurito | Molto comune | Intenso, può richiedere antistaminici |
| Rash maculopapulare | Comune | Reazione Mazzotti | |
| Peteccie | Rara | Trombocitopenia immuno-mediata | |
| Patologie sistemiche | Sindrome Mazzotti | Variabile | Più frequente con alta carica parassitaria |
| Astenia | Comune | Post-dosaggio 2-5 giorni |
Segnalazione degli effetti indesiderati
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante per monitorare il rapporto beneficio/rischio. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta al sistema nazionale di farmacovigilanza (AIFA, www.aifa.gov.it).
Sovradosaggio
Sintomi e segni
Il sovradosaggio acuto di ivermectina, specialmente nei bambini, può manifestarsi con:
- Sedazione profonda o coma
- Depressione respiratoria
- Miosis o midriasi
- Tremori e atassia
- Emesi profusa
- Alterazioni elettrolitiche
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto:
- Lavanda gastrica se entro 1-2 ore dall’ingestione (controversia in caso di depressione del SNC)
- Carbone vegetale attivo (1-2 g/kg) se paziente vigile
- Supporto respiratorio: ossigenoterapia, intubazione se GCS <8
- Fluidoterapia endovenosa per mantenere diuresi
- Controllo delle convulsioni con benzodiazepine (diazepam 0,1-0,3 mg/kg EV)
- Emodialisi inefficace per l’elevato legame proteico (>93%)
Proprietà farmacologiche
Proprietà farmacodinamiche
Gruppo terapeutico: Antiparassitari, avermectini, codice ATC: P02CF01
L’ivermectina è una miscela 80:20 di 22,23-didroavermectina B1a e 22,23-didroavermectina B1b. Il meccanismo d’azione prevede il legame selettivo ai canali del cloro glutammato-dipendenti presenti esclusivamente negli invertebrati. Questo determina:
- Paralisi flaccida dei muscoli somatici del nematode
- Inibizione della trasmissione nervosa parassitaria
- Blocco della fecondità nei vermi adulti (effetto sterilizzante in O. volvulus)
- Letalità per microfilariae circolanti entro 2-3 giorni
Attività spettrale
| Specie parassitaria | Stadio sensibile | Attività | Note |
|---|---|---|---|
| Onchocerca volvulus | Microfilariae | +++ | Nessun effetto su adulti macroscopici |
| Strongyloides stercoralis | Larve, adulti | +++ | Efficace su forme tissutali |
| Wuchereria bancrofti | Microfilariae | ++ | Effetto macrofilaricida parziale |
| Loa loa | Microfilariae | +++ | Rischio encefalopatia |
| Ascaris lumbricoides | Adulti | +++ | Curativo singola dose |
| Trichuris trichiura | Adulti | + | Bassa efficacia |
| Ancylostoma spp. | Adulti | ++ | Efficacia moderata |
| Sarcoptes scabiei | Adulti, uova | ++ | Effetto ovicida variabile |
Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento
Biodisponibilità assoluta: circa 60% (range interindividuale 30-70%). Assorbimento aumentato quando somministrato con cibi grassi (AUC aumentata del 2,5 volte). Cmax raggiunta in 4-5 ore.
Distribuzione
Volume di distribuzione: circa 3,1 L/kg. Elevato legame alle proteine plasmatiche (>93%), principalmente all’albumina. L’ivermectina attraversa scarsamente la barriera ematoencefalica (rapporto concentrazione cervello/plasma 0,05). Accumulo nel tessuto adiposo (liposolubilità elevata).
Biotrasformazione
Metabolismo epatico estensivo tramite CYP3A4. Principali metaboliti: 3″-O-demetil-ivermectina (attivo, 10-20% attività genitrice) e 24-idrossimetil-ivermectina. Emivita di eliminazione: 18-35 ore (media 28 ore).
Eliminazione
Eliminazione biliare/fecale per il 90% (metaboliti), renale per il <1% (invariate). Clearance sistematica: 0,15-0,25 L/h/kg. Non si accumula nei soggetti con funzione epatica normale anche dopo dosaggi ripetuti.
Parametri farmacocinetici in popolazioni speciali
| Parametro | Soggetti sani | Onchocercosi | Strongiloidosi | Pazienti obesi |
|---|---|---|---|---|
| Cmax (ng/mL) | 40-50 | 30-45 | 35-50 | Ridotta del 30% |
| AUC0-∞ (ng·h/mL) | 350-450 | 280-400 | 320-480 | Aumentata |
| T½ (ore) | 28±6 | 32±8 | 26±5 | Prolungata |
| Cl/F (L/h/kg) | 0,18 | 0,15 | 0,20 | Variabile |
Dati preclinici di sicurezza
Tossicità acuta
DL50 orale: 25 mg/kg nel topo, 10 mg/kg nel ratto (femmine). Sintomi: sedazione, atassia, tremori. Non letale a dosi terapeutiche (0,2 mg/kg).
Tossicità cronica
Ratti trattati per 13 settimane a 2 mg/kg/die: nessun effetto tossico rilevante. A 4 mg/kg/die: aumento peso fegato, iperplasia epatocitica reversibile. NOAEL (No Observed Adverse Effect Level): 2 mg/kg/die.
Tossicità riproduttiva
Studi su ratti e conigli non hanno evidenziato effetti teratogeni a dosi fino a 0,4 mg/kg/die (10x la dose terapeutica umana). A dosi tossiche materne (>1 mg/kg) osservate anomalie scheletriche (costole soprannumerarie) nei ratti.
Mutagenicità e cancerogenicità
Test di Ames, micronucleo in vivo e aberrazioni cromosomiche in vitro negativi. Studi di carcinogenicità a 2 anni nel ratto e topo negativi.
Elenco degli eccipienti
- Cellulosa microcristallina (E460)
- Amido di mais pregelatinizzato
- Magnesio stearato (E572)
- Butilidrossianisolo (E320) – antiossidante
- Opadry II 85F18422 bianco (ipromellosa, titanio diossido E171, macrogol 400, polisorbato 80)
Incompatibilità
Non miscelare con soluzioni alcaline forti (pH >9) per rischio di decomposizione del principio attivo. Incompatibile con etanolo al di sopra del 40% v/v per precipitazione del farmaco.
Periodo di validità
3 anni dalla data di fabbricazione per le confezioni integre. Dopo prima apertura del flacone: utilizzare entro 6 mesi.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 30°C. Conservare nel contenitore originale per proteggere dalla luce e dall’umidità. Non refrigerare o congelare. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Natura e contenuto della confezione
Confezioni in blister PVC/PVDC/Alu o flaconi in polipropilene ad alta densità con chiusura a prova di bambino:
- Confezione da 4 compresse (trattamento singolo adulto standard)
- Confezione da 10 compresse (uso ospedaliero)
- Confezione da 20 compresse (programmi di sanità pubblica)
- Confezione da 100 compresse (scorta terapeutica istituzionale)
Precauzioni particolari per lo smaltimento
Smaltire il medicinale non utilizzato secondo le normative locali per farmaci pericolosi. Non eliminare nelle acque reflue o nei rifiuti domestici. Richiedere al farmacista informazioni sul programma di raccolta differenziata farmaci scaduti.
Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Merck Sharp & Dohme B.V.
Waarderweg 39
2031 BN Haarlem
Paesi Bassi
Responsabile per il lotto di produzione in Italia:
MSD Italia S.r.l.
Via Vitorchiano, 151
00189 Roma – Italia
Produttore
Merck Sharp & Dohme B.V.
Prodotti mediante accordo con:
Siegfried AG
Untere Bruehlstrasse 4
4800 Zofingen
Svizzera
Oppure:
Farmaceutica Italiana S.p.A.
Via Enrico Fermi, 2
20019 Settimo Milanese (MI) – Italia
(per confezionamento secondario e controllo qualità lotto)
Data dell’ultima revisione del testo
Giugno 2024
Informazioni aggiuntive per operatori sanitari
Protocolli di somministrazione di massa (MDA): In programmi di controllo dell’onchocercosi, la copertura geografica deve superare l’80% della popolazione eleggibile per interrompere la trasmissione. Il trattamento viene somministrato annualmente per 10-15 anni, corrispondente alla vita riproduttiva del parassita adulto.
Monitoraggio post-terapia: Per strongiloidosi, eseguire esame coprologico seriato (almeno 3 campioni fecali a distanza di 7 giorni) 4 settimane dopo il trattamento per confermare eradicazione.
Resistenza: Segnalare al centro nazionale di riferimento per le parassitosi qualsiasi sospetta resistenza terapeutica (persistenza di microfilariae circolanti dopo 3 cicli terapeutici annuali).
Questo medicinale è soggetto a prescrizione medica differita (ricetta ripetibile limitativa AUF – uso farmaci ad uso umano). La legge italiana ne vieta la vendita al di fuori delle farmacie e dei punti vendita autorizzati. Conservare il foglio illustrativo per riferimento futuro. Per ulteriori informazioni consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) completo disponibile su www.ema.europa.eu o www.aifa.gov.it.





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