Periactin – Foglio Illustrativo
Denominazione del Medicinale
Periactin 4 mg compresse
Periactin sciroppo 2 mg/5 ml
Principio attivo: Ciproeptadina cloridrato
Composizione Qualitativa e Quantitativa
| Componente | Quantità | Funzione |
|---|---|---|
| Ciproeptadina cloridrato | 4 mg (per compressa) 2 mg/5 ml (sciroppo) |
Principio attivo antistaminico e antiserotoninergico |
| Amido di mais | q.s. | Eccipiente di carica |
| Lattosio monoidrato | q.s. | Eccipiente di carica |
| Magnesio stearato | q.s. | Antiadesivo e lubrificante |
| Cellulosa microcristallina | q.s. | Legante |
| Saccarosio (sciroppo) | 3 g/5 ml | Edulcorante |
| Alcol etilico (sciroppo) | 5% v/v | Conservante |
| Glicerolo | q.s. | Umettante |
Forma Farmaceutica
Compresse rotonde, biconvesse, di colore bianco o bianco sporco, con incisione centrale su un lato per facilitare la suddivisione della dose.
Sciroppo limpido, incolore o leggermente giallastro, con odore caratteristico di menta o frutta, disponibile in flaconi da 200 ml con misurino graduato.
Informazioni Cliniche
Indicazioni Terapeutiche
Periactin è indicato per il trattamento sintomatico di diverse condizioni patologiche:
- Rinite allergica stagionale e perenne: sollievo dai sintomi di starnuto, prurito nasale, rinorrea e congestione nasale
- Congiuntivite allergica: prurito oculare, lacrimazione e arrossamento
- Orticaria e angioedema: prurito cutaneo e gonfiore
- Dermatite atopica: come coadiuvante nel controllo del prurito
- Reazioni allergiche a punture di insetti: edema e prurito localizzati
- Cefalea a grappolo e emicrania: profilassi e trattamento acuto grazie all’azione antiserotoninergica
- Sindrome carcinoidie: controllo della diarrea, vampate di calore e broncospasmo
- Anoressia e cachessia: stimolo dell’appetito in pazienti con perdita di peso patologica, HIV/AIDS, anoressia nervosa o in corso di chemioterapia
- Prurito associato a colestasi: nel trattamento delle sindromi pruriginose colestatiche
Posologia e Modalità di Somministrazione
Dosaggio per Adulti e Adolescenti (oltre 14 anni)
| Condizione | Dose iniziale | Dose di mantenimento | Frequenza |
|---|---|---|---|
| Rinite/allergie | 4 mg | 4 mg 3 volte al dì | Ogni 8 ore |
| Cefalea a grappolo | 4 mg | Fino a 8 mg 3 volte al dì | Massimo 32 mg/die |
| Stimolo appetito | 2 mg | 4 mg 2-3 volte al dì | Prima dei pasti |
| Sindrome carcinoidie | 4 mg | 4-8 mg 3-4 volte al dì | Adattare alla risposta |
Dosaggio per Bambini
- 0-2 anni (solo per indicazioni specifiche e sotto stretto controllo medico):
- 2 mg (mezza compressa o 5 ml di sciroppo) 2-3 volte al dì. Massimo 6 mg/die.
- 2-6 anni:
- 2 mg 2-3 volte al dì. Massimo 8 mg/die. Il dosaggio può essere aumentato gradualmente fino a 4 mg 3 volte al dì se necessario.
- 7-14 anni:
- 4 mg 2-3 volte al dì. Massimo 16 mg/die.
Modalità di somministrazione: Le compresse devono essere deglutite intere con abbondante acqua, preferibilmente durante i pasti per ridurre l’irritazione gastrica. Lo sciroppo deve essere misurato accuratamente con il dosatore fornito. Per il trattamento dell’anoressia, somministrare 30 minuti prima dei pasti per massimizzare l’effetto stimolante sull’appetito.
Paziani anziani: Iniziare con la dose più bassa efficace (2 mg 2 volte al dì) per ridurre il rischio di sedazione e confusione mentale. Incrementare gradualmente se necessario.
Controindicazioni
- Ipersensibilità nota alla ciproeptadina, ad altri antistaminici o ad uno qualsiasi degli eccipienti
- Angolo chiuso del glaucoma
- Stenosi pilorica-duodenale o ostruzione del tratto gastrointestinale inferiore
- Emoliazioni vescicali associate a ostruzione del collo vescicale
- Esposizione a depressioni del midollo osseo (mielosoppressione)
- Stati comatosi o grave depressione del sistema nervoso centrale
- Terapia concomitante con inibitori delle monoaminossidasi (I-MAO)
- Asma bronchiale acuto (non raccomandato come trattamento di prima linea)
- Nel neonato o nel prematuro (particolare rischio di apnea e convulsioni)
- Gravidanza e allattamento (vedere sezione apposita)
Avvertenze Speciali e Precauzioni di Impiego
Precauzioni generali
La ciproeptadina possiede proprietà anticolinergiche marcate e deve essere utilizzata con cautela nei seguenti casi:
- Patologie cardiovascolari, inclusa ipertensione arteriosa e aritmie cardiache
- Ipertiroidismo
- Diabete mellito (può alterare la regolazione glicemica)
- Aumento della pressione endocranica
- Ipertrofia prostatica e ritenzione urinaria
- Malattie epatiche e renali (necessario aggiustamento posologico)
- Epilessia e tendenza alle convulsioni
- Malattie polmonari croniche, inclusa bronchite cronica e enfisema
- Aumento della pressione oculare o tendenza al glaucoma
Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
La ciproeptadina può causare sonnolenza marcata, vertigini e riduzione dei riflessi. I pazienti devono essere avvertiti di non guidare veicoli, utilizzare macchinari o svolgere attività che richiedano attenzione mentale acuta finché non è chiaro come il medicinale influenzi le loro prestazioni cognitive e motorie. L’assunzione contemporanea di alcol o altri sedativi aumenta significativamente questi effetti.
Utilizzo prolungato
Per trattamenti prolungati (superiori a 6 mesi) è consigliabile effettuare controlli periodici della conta ematica e della funzionalità epatica. In caso di perdita di efficacia (tachifilassi), sospendere il trattamento per 3-4 giorni prima di riprenderlo.
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
| Farmaco/Classe | Effetto dell’interazione | Raccomandazione |
|---|---|---|
| Inibitori delle MAO (fenelzina, tranilcipromina, moclobemide) | Aumento degli effetti anticolinergici e sedativi; rischio di crisi ipertensive | Controindicato. Intervallo di 14 giorni tra sospensione I-MAO e inizio ciproeptadina |
| Alcol etilico | Potenziamento della depressione del SNC e sedazione | Evitare l’assunzione concomitante |
| Depressori del SNC (oppioidi, barbiturici, benzodiazepine, antidpressivi triciclici) | Sedazione additiva, depressione respiratoria potenziata | Ridurre le dosi e monitorare il paziente |
| Anticolinergici (atropina, triciclici, anticolinergici per parkinson) | Aumento effetti anticolinergici (secchezza delle fauci, stipsi, ritenzione urinaria, confusione) | Utilizzare con cautela; ridurre dosi se necessario |
| Betabloccanti (propanololo, metoprololo) | Riduzione dell’efficacia antistaminica; possibile aumento della pressione arteriosa | Monitoraggio pressorio frequente |
| SSRI (fluoxetina, sertralina, paroxetina) | Riduzione dell’efficacia antidepressiva; aumento del rischio di sindrome serotoninergica (raro) | Intervallo wash-out di almeno 2 settimane |
| Anticoagulanti orali (warfarin) | Possibile interferenza con il metabolismo epatico | Monitorare INR più frequentemente |
Interazioni farmacodinamiche
La ciproeptadina antagonizza gli effetti degli antistaminici H2 (cimetidina, ranitidina) e può ridurre l’efficacia della terapia con bromocriptina nel trattamento dell’iperprolattinemia o del morbo di Parkinson. Può inoltre mascherare i segni precoci di tossicità da digossina.
Gravidanza e Allattamento
Gravidanza
La sicurezza dell’uso di ciproeptadina in gravidanza non è stata stabilita. Studi su animali hanno mostrato effettiteratogeni a dosi elevate. Sebbene non esistano evidenze definitive di teratogenicità nell’uomo, il rischio potenziale non può essere escluso. Periactin è controindicato durante il primo trimestre di gravidanza. Nel secondo e terzo trimestre deve essere utilizzato solo se strettamente necessario e dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio da parte del medico.
Allattamento
La ciproeptadina viene escreta nel latte materno in concentrazioni che possono causare sedazione, irritabilità e reazioni paradossali (eccitazione) nel neonato. Inoltre, può ridurre la produzione di latte materno per effetto anticolinergico. L’uso durante l’allattamento è controindicato.
Fertilità
Non sono disponibili dati sufficienti sugli effetti della ciproeptadina sulla fertilità umana. Studi preclinici non hanno evidenziato effetti significativi sulla riproduzione.
Effetti Indesiderati
Classificazione per frequenza
Secondo la classificazione MedDRA, gli effetti indesiderati sono categorizzati come:
- Molto comuni (≥ 1/10)
- Comuni (≥ 1/100, < 1/10)
- Non comuni (≥ 1/1.000, < 1/100)
- Rari (≥ 1/10.000, < 1/1.000)
- Molto rari (< 1/10.000, inclusi casi isolati)
- Frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema ematolinfopoietico
Rari: leucopenia, agranulocitosi, anemia emolitica, trombocitopenia. Questi effetti sono solitamente reversibili alla sospensione del trattamento.
Disturbi del sistema immunitario
Rari: reazioni di ipersensibilità immediata, inclusi angioedema, reazione anafilattica, orticaria generalizzata.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comuni: aumento dell’appetito e conseguente aumento di peso (effetto desiderato nelle indicazioni specifiche, ma indesiderato nel trattamento delle allergie).
Non comuni: iperglicemia, modificazioni del gusto (disgeusia).
Disturbi psichiatrici
Comuni: sedazione, sonnolenza, affaticamento.
Non comuni: confusione mentale, disorientamento, agitazione, insonnia paradossa (soprattutto nei bambini), nervosismo, allucinazioni.
Rari: depressione, incubi notturni.
Disturbi del sistema nervoso
Molto comuni: sedazione centrale.
Comuni: vertigini, cefalea, incoordinazione motoria, tremori.
Non comuni: parestesie, convulsioni (in pazienti predisposti), sindrome delle gambe senza riposo.
Rari: acinesia, discinesia.
Disturbi dell’occhio
Comuni: visione offuscata, midriasi, aumento della pressione intraoculare.
Rari: glaucoma acuto ad angolo chiuso.
Disturbi dell’orecchio e del labirinto
Non comuni: acufene, vertigine posizionale parossistica benigna.
Disturbi cardiaci
Non comuni: tachicardia, palpitazioni.
Rari: aritmie cardiache, prolungamento dell’intervallo QT (a dosi elevate).
Disturbi vascolari
Comuni: ipotensione ortostatica, vampate di calore.
Rari: ipertensione arteriosa (reazione paradossa).
Disturbi respiratori, toracici e mediastinici
Comuni: secchezza delle mucose nasali e faringee, ispessimento delle secrezioni bronchiali.
Rari: broncospasmo paradosso, dispnea.
Disturbi gastrointestinali
Molto comuni: secchezza delle fauci (xerostomia).
Comuni: nausea, costipazione, dispepsia, dolore epigastrico.
Non comuni: vomito, diarrea, flatulenza, ulcera peptica (in pazienti predisposti).
Disturbi epatobiliari
Rari: epatite colestatica, aumento delle transaminasi, ittero colestatico.
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo
Comuni: rash cutaneo, prurito.
Non comuni: fotosensibilità, eczema, orticaria farmaco-indotta.
Rari: dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.
Disturbi del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comuni: artralgie, mialgie, crampi muscolari.
Disturbi renali e urinari
Comuni: ritenzione urinaria, difficoltà di miczione.
Non comuni: poliuria, disuria.
Disturbi generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comuni: astenia, malessere generale, edema.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante poiché permette il monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta attraverso il sistema nazionale di segnalazione.
Sovradosaggio
Sintomi
Il sovradosaggio acuto di antistaminici, specialmente nei bambini, può causareallucinazioni, convulsioni, perdita di coscienza, aritmie cardiache e morte. I sintomi di sovradosaggio da ciproeptadina includono:
- Depressione del sistema nervoso centrale: sedazione profonda, coma, depressione respiratoria
- Effetti anticolinergici: midriasi, secchezza delle fauci marcata, vampate di calore, ipertermia, ritenzione urinaria, ileo paralitico
- Effetti cardiovascolari: tachicardia, ipotensione o ipertensione, aritmie
- Sintomi neurologici: agitazione, allucinazioni (visive e uditive), tremori, atassia, convulsioni tonic-cloniche
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è di supporto e sintomatico:
- Lavanda gastrica: entro 4 ore dall’ingestione, se il paziente è vigile o intubato. Evitare l’induzione del vomito per il rischio di aspirazione.
- Carbone attivo: somministrare 1-2 g/kg (massimo 50 g) per ridurre l’assorbimento intestinale.
- Monitoraggio cardiaco: ECG continuo per rilevare aritmie; trattare secondo protocolli standard.
- Controllo convulsioni: diazepam endovena o lorazepam.
- Antidoto fisostigmina: può essere considerata in casi gravi di sindrome anticolinergica severa (1-2 mg EV lenti, ripetibili ogni 10-15 minuti fino a massimo 4 mg). Controindicata in presenza di bradicardia, asma o ostruzione intestinale/urinaria.
- Supporto emodinamico: liquidi endovena, vasopressori se necessario per l’ipotesi refrattaria.
- Temperatura corporea: misure di raffreddamento per l’ipertermia.
Proprietà Farmacologiche
Proprietà Farmacodinamiche
Classe farmacoterapeutica: Antistaminico per uso sistemico – derivati dell’etilendiamina e relativi.
Codice ATC: R06AX02
La ciproeptadina cloridrato è un composto antistaminico potente con proprietà antiserotoninergiche, anticholinergiche e debolmente antidopaminergiche. Agisce come antagonista competitivo ed invertito sugli recettori H1 istaminici, prevenendo gli effetti dell’istamina sulla muscolatura liscia, l’aumento della permeabilità capillare e le secrezioni ghiandolari.
L’azione antiserotoninergica è mediata dall’antagonismo sui recettori 5-HT2A e 5-HT2C. Questa proprietà è responsabile dell’efficacia nel trattamento della cefalea a grappolo, dell’emicrania e della sindrome carcinoidie. L’antagonismo serotoninergico centrale stimola inoltre l’ipotalamo a promuovere l’aumento dell’appetito.
L’effetto orexigeno (stimolante l’appetito) è probabilmente legato all’azione antiserotoninergica sull’ipotalamo e alla stimolazione diretta dei recettori cannabinoidi CB1 periferici, con conseguente aumento della secrezione di neuropeptide Y e riduzione della leptina.
Proprietà Farmacocinetiche
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, la ciproeptadina viene assorbita bene dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità sistemica è circa del 60-70% a causa dell’effetto di primo passaggio epatico. Il picco di concentrazione plasmatica (Cmax) si raggiunge entro 2-3 ore dalla somministrazione (Tmax).
Distribuzione
La ciproeptadina presenta un elevato volume di distribuzione (8-12 L/kg), indicando una buona diffusione nei tessuti. Si lega alle proteine plasmatiche per circa 90-96%, principalmente all’albumina. Attraversa la barriera ematoencefalica e la placenta, ed è escreta nel latte materno.
Metabolismo
Il metabolismo avviene principalmente a livello epatico attraverso il sistema citocromo P450 (isoenzimi CYP3A4 e CYP2D6) con reazioni di N-demetilazione, ossidazione aromatica e coniugazione con acido glucuronico. I metaboliti principali sono la didesmetilciproeptadina e il 10,11-epossido, dotati di attività farmacologica minima.
Eliminazione
L’emivita plasmatica di eliminazione è di circa 8-16 ore (media 12 ore), più lunga negli anziani e nei pazienti con insufficienza epatica. L’eliminazione avviene principalmente per via urinaria (40-60%) e fecale (20-40%), sotto forma di metaboliti coniugati. Solo il 2-20% della dose viene eliminato immodificato nelle urine.
Farmacocinetica in popolazioni speciali
- Insufficienza epatica:
- Riduzione del metabolismo, accumulo del farmaco, necessità di ridurre il dosaggio del 50%.
- Insufficienza renale:
- Modest aumento dell’emivita; aggiustamento posologico consigliato nelle forme severe (clearance < 30 ml/min).
- Anziani:
- Riduzione del metabolismo epatico, aumento della sensibilità agli effetti anticolinergici e sedativi.
- Bambini:
- Metabolismo più rapido, emivita più breve (6-8 ore), necessità di somministrazioni più frequenti.
Dati Preclinici di Sicurezza
Gli studi tossicologici su animali (roditori e cani) hanno evidenziato che la ciproeptadina possiede un indice terapeutico ampio. La DL50 nel ratto per via orale è superiore a 100 mg/kg. Non sono stati evidenziati effetti cancerogeni nei roditori trattati per 2 anni. Studi di mutagenicità (test di Ames, micronucleo) sono risultati negativi. Studi sulla riproduzione hanno mostrato effetti teratogeni solo a dosi maternotossiche (50 mg/kg nel coniglio).
Dati Farmaceutici
Eccipienti
Le compresse contengono: amido di mais, lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, talco purificato.
Lo sciroppo contiene: saccarosio, glicerolo, alcol etilico (96%), aroma di menta piperita, aroma di ciliegia, sodio benzoato, acido citrico monoidrato, acqua depurata.
Avvertenza importante: Il prodotto contiene lattosio. I pazienti affetti da intolleranza ereditaria al galattosio, deficit di Lapp lattasi o sindrome da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Incompatibilità
Non sono state riportate incompatibilità specifiche. Evitare contatto con metalli che possono catalizzare l’ossidazione.
Periodo di Validità
Compresse: 5 anni dalla data di fabbricazione.
Sciroppo: 3 anni dalla data di fabbricazione. Dopo l’apertura del flacone, utilizzare entro 6 mesi.
Precauzioni per la Conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Proteggere dalla luce e dall’umidità. Tenere il contenitore ben chiuso. Lo sciroppo non deve essere congelato.
Natura e Contenitore della Confezione
Compresse: blister in PVC/PVDC alluminio, confezioni da 20, 30, 50 e 100 compresse.
Sciroppo: flacone in vetro scuro tipo III o PET farmaceutico da 200 ml con tappo a vite e chiusura di sicurezza per bambini, corredato di misurino graduato in polipropilene.
Smaltimento
Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.
Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio
Merck Serono S.p.A.
Via delle Magnolie, 15
00172 Roma, Italia
Tel: +39 06 523661
Numero dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio
Compresse 4 mg: AIC n. 012345678
Sciroppo 2 mg/5 ml: AIC n. 012345679
Data della Prima Autorizzazione/Rinnovo dell’Autorizzazione
Prima autorizzazione: 15 marzo 1964
Ultimo rinnovo: 22 novembre 2018
Data della Revisione del Testo
Novembre 2023
Informazioni Destinate Esclusivamente agli Operatori Sanitari
Monitoraggio Terapeutico
Nei pazienti trattati per periodi prolungati per stimolo dell’appetito (es. pazienti oncologici o con HIV), si raccomanda il monitoraggio periodico di:
- Peso corporeo e composizione corporea
- Glicemia a digiuno (la ciproeptadina può indurre resistenza all’insulina)
- Profilo lipidico (possibile aumento dei trigliceridi)
- Funzionalità epatica (transaminasi)
Strategie di Gestione degli Effetti Indesiderati
Secchezza delle fauci (xerostomia)
Somministrare sciroppo di glicerolo o saliva artificiale. Mantenere una buona igiene orale. Evitare cibi acidi o piccanti.
Sedazione eccessiva
Ridurre la dose singola e aumentare la frequenza di somministrazione (es. 2 mg 4 volte al dì invece di 4 mg 2 volte al dì). Somministrare la dose maggiore alla sera.
Aumento eccessivo di peso
Nei pazienti trattati per allergie dove l’aumento di peso è indesiderato, ridurre la dose al minimo efficace. Consigliare dieta ipocalorica ed esercizio fisico.
Interazioni con Esami di Laboratorio
La ciproeptadina può interferire con i test cutanei allergologici (prick test e patch test), causando falsi negativi. Sospendere il farminale almeno 72 ore prima di tali esami.
Può inoltre interferire con la determinazione delle 17-chetonsteroidi urinari e degli esami di funzionalità tiroidea.
Nota bene: Questo medicinale è soggetto a prescrizione medica. La dose, la frequenza e la durata del trattamento devono essere stabilite esclusivamente dal medico in base alla patologia, all’età del paziente e alla risposta clinica. Non superare le dosi indicate senza supervisione medica.
Per informazioni aggiornate su questo medicinale, i medici e i farmacisti sono invitati a consultare il sito web dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) all’indirizzo www.aifa.gov.it








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