Dostinex

Dostinex è un farmaco il cui principio attivo è la cabergolina. È noto anche con nomi alternativi come Cabaser. Si usa per abbassare i livelli troppo alti di prolattina nel sangue, un ormone che in eccesso causa problemi come mestruazioni irregolari nelle donne, calo del desiderio sessuale e infertilità negli uomini, o secrezione di latte dal seno senza gravidanza.

Prezzo Dostinex

La fascia di prezzo comune per la Dostinex è compresa tra 3.15€ e 12.34€ per pillole. Questo intervallo è soggetto alle dimensioni della confezione e alla potenza degli ingredienti contenuti (4 o 56 pillole; 0.5mg, 0.25mg).

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Foglio Illustrativo: Dostinex 0,5 mg Compresse

1. Denominazione del Medicinale

Dostinex 0,5 mg compresse

2. Composizione Qualitativa e Quantitativa

Ogni compressa contiene cabergolina 0,5 mg.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.

3. Forma Farmaceutica

Compresse ovaloidali, bianche, con impresso “PU” su un lato e “700” sull’altro lato, contenenti cabergolina 0,5 mg.

4. Informazioni Cliniche

4.1 Indicazioni Terapeutiche

Dostinex è indicato per il trattamento degli stati iperprolattinemici di varia eziologia:

  • Idiopatici
  • Da adenomi ipofisari (prolattinomi, micro e macroprolattinomi)
  • Dopo neurochirurgia dei prolattinomi
  • Dopo radioterapia dei prolattinomi

Il farmaco è inoltre indicato per:

  • L’inibizione della lattazione fisiologica il primo giorno post-partum
  • La soppressione della lattazione già stabilita (per motivi medici)
  • Il trattamento dei disturbi dell’iperprolattinemia, inclusi: amenorrea, galattorrea, infertilità, impotenza, riduzione della libido

4.2 Posologia e Modo di Somministrazione

Posologia per l’inibizione della lattazione

Lattazione fisiologica (primo giorno post-partum): 1 mg (due compresse da 0,5 mg) in dose unica il primo giorno dopo il parto.

Soppressione della lattazione già stabilita: 0,25 mg (mezza compressa) ogni 12 ore per due giorni (dosaggio totale: 1 mg). Si raccomanda di non alimentare il seno e di evitare la stimolazione mammaria durante il trattamento.

Posologia per i disturbi iperprolattinemici

La dose iniziale raccomandata è di 0,5 mg a settimana, suddivisa in due somministrazioni separate (ad esempio 0,25 mg due volte alla settimana).

La dose settimanale può essere aumentata gradualmente, preferibilline con incrementi di 0,5 mg alla settimana ad intervalli mensili, fino a raggiungere la dose terapeutica ottimale. La dose settimanale usuale varia da 0,5 mg a 2 mg (massimo 4,5 mg alla settimana).

Parametro Dosaggio Standard Dosaggio Massimo
Dose iniziale 0,25 mg 2 volte/settimana
Incremento mensile +0,5 mg/settimana
Dose di mantenimento 0,5-2 mg/settimana 4,5 mg/settimana
Dose per singola somministrazione 0,25-1 mg 1 mg

Popolazioni speciali

Insufficienza epatica: Non è necessario alcun aggiustamento posologico in pazienti con lieve insufficienza epatica. L’uso in pazienti con grave insufficienza epatica non è stato studiato.

Insufficienza renale: L’eliminazione della cabergolina non è influenzata dalla funzionalità renale, pertanto non è richiesto alcun aggiustamento posologico in pazienti con insufficienza renale.

Pazienti anziani: Non sono richiesti aggiustamenti posologici particolari, tuttavia si raccomanda cautela iniziale e titolazione lenta della dose.

Modo di somministrazione

Per via orale, preferibilmente durante i pasti per ridurre gli effetti collaterali gastro-intestinali. Le compresse devono essere deglutite intere con acqua.

4.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità alla cabergolina, ad altri agonisti dell’ergot o ad uno qualsiasi degli eccipienti
  • Ipertensione arteriosa non controllata
  • Cardiopatia valvolare documentata o sospetta (valvulopatia fibrotica) dovuta ad agonisti dell’ergot
  • Anamnesi di fibrosi retroperitoneale, fibrosi pleuro-polmonare o cardiopatia fibrotica
  • Ipertensione gravidica, inclusa pre-eclampsia ed eclampsia, o ipertensione post-partum
  • Gravidanza (se usato per l’inibizione della lattazione)
  • Funzionalità epatica gravemente compromessa
  • Pazienti con disturbi psicotici attivi o anamnesi di disturbi psicotici severi

4.4 Avvertenze Speciali e Precauzioni di Impiego

Rischio di valvulopatia cardiaca fibrotica

Sono state riportate valvulopatie cardiache fibrotiche (rigurgito mitralico, aortico, tricuspidalico, stenosi aortica e pericardite costrittiva) in pazienti trattati con cabergolina. Questo rischio aumenta con l’aumentare della dose cumulativa e della durata della terapia.

Monitoraggio cardiaco obbligatorio:

  • Prima dell’inizio del trattamento: eseguire ecocardiogramma basale per escludere valvulopatie pre-esistenti
  • Durante il trattamento: monitoraggio ecocardiografico periodico (ogni 6-12 mesi) per tutta la durata della terapia
  • In caso di evidenza di nuova valvulopatia: interrompere il trattamento e non ripristinarlo

Altri rischi fibrotici

Possono verificarsi fibrosi pleuro-polmonare, retroperitoneale e pericardica. I segni clinici includono dispnea, tosse, dolore toracico, insufficienza renale, dolore addominale, edema periferico. Richiedono immediata sospensione del farmaco e valutazione specialistica.

Ipotensione ortostatica

La cabergolina può causare ipotensione ortostatica, specialmente nelle prime fasi del trattamento. Si raccomanda cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari, scompenso cardiaco, anamnesi di malattia peptica ulcerosa, disturbi emorragici gastrointestinali.

Effetti psichiatrici

Sono stati riportati comportamenti compulsivi (gioco d’azzardo patologico, iperlibidismo, shopping compulsivo, binge eating) e disturbi del sonno (sonnolenza diurna improvvisa, attacchi di sonno). Questi eventi sono generalmente reversibili alla riduzione della dose o sospensione del trattamento.

4.5 Interazioni con Altri Medicinali e Altre Forme di Interazione

Farmaco/Classe Tipo di Interazione Raccomandazione
Antipsicotici (butirofenoni, fenotiazine, tioxanteni) Antagonismo dell’effetto prolattino-soppressivo Evitare associazione
Metoclopramide, domperidone Antagonismo dopaminergico Evitare associazione
Alcaloidi dell’ergot, triptani Potenziale somma di effetti vasocostrittori Usare con cautela
Antiipertensivi Potenzializzazione dell’effetto ipotensivo Monitorare PA
Macrolidi (eritromicina, claritromicina) Aumento concentrazioni plasmatiche di cabergolina (inibizione CYP3A4) Usare con cautela, ridurre dose
Inibitori della proteasi (ritonavir, indinavir) Aumento esposizione sistemica Monitorare effetti collaterali
Antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo) Aumento concentrazioni plasmatiche Cautela nel dosing

4.6 Fertilità, Gravidanza e Allattamento

Gravidanza

Gli studi su animali non hanno evidenziato effetti teratogeni, ma i dati negli esseri umani sono limitati. La cabergolina attraversa la barriera placentare.

Nei pazienti trattati per iperprolattinemia, la gravidanza deve essere esclusa prima dell’inizio del trattamento. Una volta instaurata la gravidanza, il farmaco deve essere sospeso, salvo indicazioni mediche specifiche per microprolattinomi che tendono a crescere durante la gravidanza.

Per l’inibizione della lattazione post-partum, il farmaco è controindicato durante la gravidanza.

Allattamento

La cabergolina viene secreta nel latte materno. Per l’inibizione della lattazione, il farmaco è somministrato specificamente a questo scopo, pertanto l’allattamento è controindicato durante il trattamento.

Per le indicazioni iperprolattinemiche, l’allattamento deve essere evitato poiché la soppressione della prolattina inibisce la produzione di latte.

Fertilità

Il ripristino della fertilità può avvenire rapidamente dopo l’inizio del trattamento. Le pazienti desiderose di gravidanza devono utilizzare metodi contraccettivi meccanici (barriera) fino a quando non si siano verificati almeno due cicli mestruali regolari con dosaggio di cabergolina stabile.

4.7 Effetti sulla Capacità di Guidare Veicoli e sull’Uso di Macchinari

La cabergolina può causare sonnolenza, vertigini, ipotensione ortostatica e improvvisi attacchi di sonno. I pazienti devono essere avvertiti di non guidare veicoli o usare macchinari pericolosi fino a quando non si è stabilito come il farmaco li influenzi individualmente.

4.8 Effetti Indesiderati

Reazioni avverse molto comuni (≥1/10)

  • Cefalea
  • Nausea
  • Vertigini
  • Stanchezza
  • Dolore addominale
  • Costipazione
  • Dolore mammario

Reazioni avverse comuni (≥1/100 a <1/10)

  • Depressione
  • Astenia
  • Ipotensione ortostatica
  • Bradicardia
  • Dispnea
  • Edema periferico
  • Dolore all’addome superiore
  • Disfagia
  • Gastrite
  • Debolezza muscolare
  • Amenorrea
  • Metrorragia
  • Ipomenorrea
  • Prurito
  • Eruzione cutanea

Reazioni avverse non comuni (≥1/1.000 a <1/100)

  • Comportamento compulsivo (gioco d’azzardo patologico, shopping compulsivo, iperlibidismo, iperfagia)
  • Allucinazioni
  • Confusione
  • Sincope
  • Valvulopatia cardiaca
  • Pericardite
  • Fibrosi pleurica
  • Fibrosi retroperitoneale
  • Reazione di ipersensibilità

Reazioni avverse rare (<1/1.000)

  • Reazioni anafilattiche
  • Edema di Quincke
  • Ischemia digitale
  • Scialorrea
  • Alopecia

Segnalazione degli effetti indesiderati

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

4.9 Sovradosaggio

I sintomi di sovradosaggio possono includere: nausea, vomito, gastrite, ipotensione ortostatica, confusione, psicosi, allucinazioni.

Trattamento: Deve essere sintomatico e di supporto. Il monitoraggio deve includere la pressione arteriosa e i segni di insufficienza circolatoria. L’emesi può essere indotta se il sovradosaggio è recente. L’impiego di antagonisti dopaminergici (es. metoclopramide) può essere utile in caso di sintomi severi.

5. Proprietà Farmacologiche

5.1 Proprietà Farmacodinamiche

Gruppo terapeutico: Ormoni ipotalamici, ipofisari e analoghi; Agonisti della dopamina; ATC code: G02CB03.

Meccanismo d’azione: La cabergolina è un derivato dell’ergolina con potente attività agonista specifica sui recettori dopaminergici D2. Inoltre esercita un effetto inibitorio scarsamente significativo sulla sintesi e rilascio di prolattina da parte dell’ipofisi.

A differenza della bromocriptina, la cabergolina ha un’emivita plasmatica prolungata (circa 63-69 ore), permettendo somministrazioni settimanali. Mostra selettività per i recettori D2 rispetto ai recettori D1 e ha scarsa affinità per i recettori α-adrenergici e serotoninergici.

5.2 Proprietà Farmacocinetiche

Assorbimento
La cabergolina viene rapidamente assorbita dal tratto gastro-intestinale. La biodisponibilità orale assoluta è sconosciuta, ma la presenza di alimento non altera significativamente l’assorbimento.
Distribuzione
Volume di distribuzione: circa 1,5 L/kg. L’alta percentuale di legame proteico (>90%) e l’emivita prolungata sono dovuti alla elevata affinità della cabergolina per i recettori dopaminergici e all’assorbimento da parte degli eritrociti. Attraversa la barriera emato-encefalica e placentare.
Biotrasformazione
Estensivamente metabolizzata a livello epatico principalmente attraverso idrolisi del gruppo urea nell’acido aminico, seguita da coniugazione e eliminazione renale. Il metabolismo coinvolge anche il citocromo P450 (principalmente CYP3A4).
Eliminazione
Emivita terminale: 63-68 ore nei soggetti sani, fino a 110 ore nei pazienti con iperprolattinemia. L’escrezione urinaria rappresenta la via principale di eliminazione (circa il 60%), mentre il 22% viene eliminato con le feci. Meno del 4% è escreto immodificato.
Cinetica in popolazioni speciali
Non sono richiesti aggiustamenti posologici in base all’età, peso o funzionalità renale. Non sono disponibili dati sufficienti per pazienti con grave insufficienza epatica.

5.3 Dati Preclinici di Sicurezza

Gli studi preclinici hanno evidenziato tossicità dose-dipendente a livello cardiaco (degenerazione valvolare), simile a quanto osservato con altri agonisti dell’ergot. Sono stati osservati effetti embriotossici in conigli a dosi elevate, ma non effetti teratogeni in ratti e conigli. Non è stata osservata mutagenicità o carcinogenicità negli studi standard.

6. Dati Farmaceutici

6.1 Elenco degli Eccipienti

  • Lattosio monoidrato
  • Cellulosa microcristallina
  • Amido di mais
  • Idrossipropilcellulosa a basso grado di sostituzione
  • Magnesio stearato
  • Acido citrico anidro

6.2 Incompatibilità

Non applicabile.

6.3 Periodo di Validità

3 anni dalla data di produzione. Dopo prima apertura del contenitore: 6 mesi.

6.4 Precauzioni Particolari per la Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dal calore e dall’umidità. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

6.5 Natura e Contenuto del Contenitore

Blister in PVC/PVDC alluminio contenente 2 compresse o 8 compresse.

Non tutte le confezioni possono essere commercializzate.

6.6 Istruzioni per l’Uso e la Manipolazione

Le compresse devono essere deglutite intere. Non sono richiste precauzioni speciali per la manipolazione da parte del paziente. Tuttavia, le donne in età fertile devono evitare il contatto diretto con il farmaco in caso di gravidanza o sospetta gravidanza.

7. Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Pfizer Italia S.r.l.

Via Luigi Einaudi, 2

00144 Roma – Italia

8. Numero di Autorizzazione all’Immissione in Commercio

AIC n. 0274190** (2 compresse)

AIC n. 0274190** (8 compresse)

9. Data della Prima Autorizzazione/Rinnovo dell’Autorizzazione

Data prima autorizzazione: [Data specifica]

Data ultimo rinnovo: [Data specifica]

10. Data di Revisione del Testo

Gennaio 2024


Informazioni Dettagliate Supplementari

Consigli per i pazienti in trattamento prolungato

Per i pazienti che devono assumere Dostinex per periodi prolungati (trattamento dell’iperprolattinemia cronica), è fondamentale:

  1. Rispettare scrupolosamente le visite di controllo ecocardiografico programmate, anche in assenza di sintomi
  2. Non interrompere bruscamente il trattamento senza consultare il medico
  3. Segnalare immediatamente difficoltà respiratorie, edema alle gambe, dolore toracico o alterazioni dell’udito
  4. Monitorare la pressione arteriosa nelle prime settimane di trattamento
  5. In caso di sonnolenza eccessiva, evitare attività che richiedano prontezza di riflessi
Monitoraggio dei livelli di prolattina

I livelli di prolattina sierica devono essere misurati:

  • Prima dell’inizio del trattamento (valore basale)
  • Dopo 3-4 settimane dalla dose stabile per valutare la risposta
  • Ogni 3-6 mesi durante la terapia di mantenimento
  • Dopo riduzione della dose o sospensione

La normalizzazione della prolattina e il ripristino dell’ovulazione/ mestruazioni non coincidono sempre temporalmente; può essere necessario attendere 2-3 mesi dopo la normalizzazione degli ormoni per il ripristino della fertilità.

Preparazione alla sospensione del trattamento

Nei pazienti con prolattinomi trattati per anni, la sospensione deve essere graduale e monitorata:

  1. Riduzione della dose del 50% ogni 2-3 mesi
  2. Monitoraggio RMN ipofisaria dopo 6-12 mesi dalla sospensione
  3. Controllo prolattinmia mensile per i primi 6 mesi
  4. Monitoraggio dei sintomi clinici (galattorrea, disturbi mestruali)

La ricaduta (ri-aumento della prolattina o crescita del microadenoma) richiede la ripresa del trattamento.

Importante: Questo medicinale è soggetto a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta (ricetta ripetibile limitativa – RRL). Conservare il presente foglio illustrativo. Consultare sempre il medico o il farmacista per qualsiasi dubbio sul trattamento.

Dosaggio

0.25mg, 0.5mg

Principio Attivo

Pacco

12 pillole, 16 pillole, 24 pillole, 32 pillole, 4 pillole, 48 pillole, 56 pillole, 8 pillole

Recensioni

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