ANTABUSE 400 mg compresse rivestite con film
Disulfiram
1. Denominazione del medicinale
Antabuse 400 mg compresse rivestite con film
2. Composizione qualitativa e quantitativa
Principio attivo: Disulfiram 400 mg per compressa.
eccipienti con effetti noti: lattosio monoidrato.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.
3. Forma farmaceutica
Compressa rivestita con film.
Compresse di colore bianco o bianco sporco, di forma ovale, biconvesse, con incisione “DSC” su un lato e liscia sull’altro.
4. Informazioni cliniche
4.1 Indicazioni terapeutiche
Antabuse è indicato nel trattamento dell’alcolismo cronico, in associazione ad un programma di sostegno psicologico e riabilitativo. Il farmaco agisce come deterrente farmacologico attraverso la produzione di una reazione di sensibilizzazione all’etanolo (alcool etilico), che si manifesta in caso di ingestione anche minima di bevande alcoliche o di sostanze contenenti alcol.
Il trattamento è riservato a pazienti selezionati che hanno manifestato l’intenzione di mantenere l’astinenza da alcol e che sono stati adeguatamente informati sul meccanismo d’azione del farmaco e sui rischi connessi all’assunzione concomitante di alcol.
4.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia:
La terapia deve essere sempre iniziata sotto stretta supervisione medica e in ambiente ospedaliero o comunque controllato durante le prime settimane di trattamento.
| Fase terapeutica | Dosaggio giornaliero | Durata | Note |
|---|---|---|---|
| Fase di iniziazione | 800 mg (2 compresse da 400 mg) | 1-3 giorni | Somministrazione unica o frazionata in 2 dosi |
| Fase di mantenimento standard | 400 mg (1 compressa) | Da alcuni mesi a anni | Dose singola mattutina, preferibilmente a stomaco vuoto |
| Fase di mantenimento ridotta | 200-300 mg | Lungo termine | Per pazienti con reazioni avverse o età avanzata |
| Fase di sospensione graduale | 100-200 mg | Ultime 2-4 settimane | Per evitare fenomeni di rimbalzo |
Popolazioni speciali:
- Anziani: Iniziare con 200 mg/die, con incremento progressivo fino a 400 mg solo se ben tollerato.
- Insufficienza epatica: Controindicato in caso di epatopatia grave. In casi lievi, ridurre il dosaggio del 50% e monitorare gli enzimi epatici ogni 2 settimane.
- Insufficienza renale: Non richiede aggiustamento posologico nei casi lievi-moderati. Controindicato in insufficienza renale severa.
Modo di somministrazione:
Per uso orale. Le compresse devono essere deglutite intere con abbondante acqua, preferibilmente al mattino a digiuno. Evitare la masticazione che può causare irritazione della mucosa orale e in alcuni casi reazioni locali di ipersensibilità.
Test di tolleranza:
Prima di iniziare la terapia di mantenimento, è consigliabile effettuare un test di tolleranza con alcol per verificare la sensibilità individuale al disulfiram. Questo test deve essere eseguito in ambiente ospedaliero con disponibilità di mezzi di rianimazione:
- Somministrare 400 mg di disulfiram per 2-3 giorni
- Dopo 12 ore dall’ultima dose, far assumere al paziente 20-30 ml di alcol (whisky o vodka) diluito
- Monitorare parametri vitali per 2-3 ore
- La comparsa di vampate, cefalea, nausea, tachicardia conferma la sensibilizzazione
4.3 Controindicazioni
Il trattamento con Antabuse è controindicato nei seguenti casi:
- Ipersensibilità al disulfiram, al tetruram o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nella sezione 6.1
- Intossicazione acuta da alcol (stato etilico acuto) o recente ingestione di alcol nelle 24 ore precedenti
- Gravidanza e allattamento
- Cardiopatie ischemiche, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia coronarica, ipertensione arteriosa non controllata, aritmie cardiache
- Patologie vascolari cerebrali (ictus recente, aneurismi, malformazioni artero-venose)
- Psicosi acute o croniche, schizofrenia, depressione maggiore con rischio suicidario
- Epilessia e tendenza alle convulsioni
- Epatite acuta o cronica attiva, cirrosi epatica decompensata, epatopatie gravi
- Insufficienza renale severa (clearance della creatinina <30 ml/min)
- Ipertiroidismo non controllato
- Diabete mellito decompensato o diabete complicato da neuropatia grave
- Neurite ottica e atrofia ottica
- Neoplasie maligne
- Contemporanea assunzione di metronidazolo, paraldeide, alcol contenuto in preparazioni medicinali o alimenti
- Età pediatrica inferiore ai 18 anni
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Reazione disulfiram-etanol (aldeidica):
L’ingestione di alcol durante il trattamento con disulfiram determina l’accumulo di acetaldeide nel sangue con conseguente sindrome acetaldeidica. Questa reazione può manifestarsi anche con minime quantità di alcol (contenuto in sciroppi, essenze, preparati galenici, alimenti cucinati con alcol, prodotti per l’igiene orale).
I sintomi della reazione variano in intensità a seconda della dose di alcol ingerita e della sensibilità individuale:
- Reazione lieve (concentrazione alcolica <0,05%):
- vampate di calore al volto e al collo, cefalea pulsante, pulsazioni cervicali, nausea, tachicardia moderata, ipotensione ortostatica.
- Reazione moderata (concentrazione alcolica 0,05-0,1%):
- bruciore diffuso alla pelle, sudorazione profusa, vomito, vertigini, visione offuscata, confusione mentale, ipertensione seguita da ipotensione, palpitazioni, dispnea.
- Reazione grave (concentrazione alcolica >0,1% o sensibilità estrema):
- respiro profondo e affannoso, cianosi, collasso cardiovascolare, aritmie ventricolari, infarto miocardico acuto, edema polmonare acuto, convulsioni, coma, morte.
Precauzioni generali:
- Il paziente deve essere completamente informato dei rischi della reazione con l’alcol e deve firmare un consenso informato specifico.
- Evitare assolutamente per tutta la durata del trattamento e per almeno 14 giorni dopo l’ultima dose: bevande alcoliche, farmaci contenenti alcol (sciroppi, gocce, estratti fluidi), alimenti preparati con alcol, prodotti cosmetici o igienici ingestibili contenenti alcol.
- Portare sempre con sé una card di identificazione terapeutica che specifichi la terapia in corso e le procedure di emergenza in caso di reazione accidentale.
- Non somministrare il farmaco se non si è certi dell’astinenza alcolica del paziente da almeno 24 ore.
- Monitorare attentamente la funzionalità epatica (transaminasi, bilirubina, GGT) prima dell’inizio della terapia, quindi mensilmente per i primi 3 mesi e successivamente ogni 3 mesi.
- Sospendere immediatamente il trattamento in caso di aumento delle transaminasi o ittero.
- Utilizzare con cautela in pazienti con insufficienza respiratoria cronica, asma bronchiale, enfisema polmonare.
- Il disulfiram può potenziare l’effetto sedativo di altri farmaci deprimenti il SNC.
- Non somministrare in assenza di adeguato supporto psicologico e supervisione medica.
Monitoraggi specifici:
| Parametro | Frequenza di controllo | Azione in caso di anomalia |
|---|---|---|
| Funzionalità epatica (ALT, AST, bilirubina) | Basale, poi mensile x3 mesi, poi trimestrale | Sospensione se ALT >3x ULN o comparsa ittero |
| Emocromo completo | Ogni 6 mesi | Valutazione tossicità ematologica |
| ECG | Basale e annuale (pazienti >50 anni) | Sospensione se alterazioni aritmogene |
| Funzionalità tiroidea | Se clinicamente indicato | Correzione prima di iniziare terapia |
| Potassio sierico | Mensile | Correzione ipokaliemia che favorisce aritmie |
4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Interazioni assolute (controindicate):
- Alcol etilico: Reazione acetaldeidica potenzialmente fatale. Astinenza assoluta obbligatoria.
- Metronidazolo: Confusione mentale, crisi psicotiche, reazioni disulfiram-simili. Associazione formalmente controindicata.
- Paraldeide: Metabolismo rallentato, accumulo tossico.
- Fenitoina: Il disulfiram inibisce il metabolismo epatico della fenitoina con aumento della concentrazione sierica e rischio di tossicità (nistagmo, atassia, letargo). Se necessario, ridurre del 50% la dose di fenitoina e monitorare i livelli sierici.
Interazioni farmacocinetiche (inibizione del metabolismo epatico):
| Farmaco | Meccanismo | Effetto | Managment |
|---|---|---|---|
| Warfarin | Inibizione CYP2C9 | Aumento INR, rischio emorragie | Ridurre dose warfarin del 30-50%, monitorare INR settimanale |
| Teofillina | Inibizione CYP1A2 | Tossicità teofillinica | Monitoraggio livelli sierici, riduzione dose |
| Diazepam | Inibizione CYP2C19 | Sedazione prolungata | Utilizzare lorazepam o oxazepam (coniugati) |
| Clordiazepossido | Inibizione ossidativa | Accumulo benzodiazepinico | Evitare o ridurre dose |
| Isoniazide | Somma epatotossicità | Epatite grave | Monitoraggio rigoroso funzione epatica |
| Barbiturici | Inibizione metabolismo | Sedazione aumentata | Evitare fenobarbital, preferire altri sedativi |
Interazioni farmacodinamiche:
- Isoniazide: Aumento del rischio di tossicità neurologica (neuropatia periferica, ottica).
- Anticoagulanti orali: Oltre all’interazione farmacocinetica, il disulfiram può influenzare la sintesi dei fattori della coagulazione epatici.
- Nitroglicerina e nitrati: Aumento dell’ipotensione ortostatica e dei riflessi vagali.
- Antidiabetici orali: Il disulfiram può interferire con il metabolismo dell’acetaldeide e la glicemia; necessario monitoraggio glicemico più frequente.
- SSRI e antidepressivi: Aumento del rischio di sindrome serotoninergica in associazione con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.
Interazioni con alimenti e sostanze nascoste:
Il paziente deve essere avvertito della presenza di alcol in:
- Preparazioni farmaceutiche: sciroppi per la tosse (es. codeina-sciroppo), elisir, tinture madri, estratti fluidi
- Prodotti alimentari: fonduta, cioccolatini liquori, torte al rhum, carni in scatola con gel alcolico, estratti di vaniglia, alcuni tipi di pane lievitato con lievito di birra fresco
- Prodotti per l’igiene personale: collutori alcolici (Listerine, ecc.), profumi, lozioni dopobarba (evitare inalazione e contatto con ferite)
- Prodotti industriali: vernici, solventi, collanti, cerotti transdermici contenenti etanolo
4.6 Fertilità, gravidanza e allattamento
Gravidanza:
Il disulfiram è controindicato durante la gravidanza. Studi sperimentali hanno evidenziato tossicità riproduttiva e teratogenicità in animali. Non esistono dati sufficienti sull’uso del disulfiram in donne gravide, tuttavia teoricamente il farmaco potrebbe determinare malformazioni fetali (sindrome acetaldeidica nel feto se la madre assume alcol). Il rischio beneficio è assolutamente sfavorevole.
Allattamento:
Il disulfiram e i suoi metaboliti (diethyldithiocarbamate) passano nel latte materno. È controindicato durante l’allattamento per il rischio di effetti avversi nel lattante, inclusa la possibile reazione alcolica attraverso il latte in caso di consumo alcolico da parte della madre.
Fertilità:
Studi preclinici hanno evidenziato alterazioni della spermatogenesi e riduzione della fertilità maschile a dosi elevate. Negli uomini in trattamento cronico sono stati descritti casi di oligospermia e alterazioni morfologiche degli spermatozoi, generalmente reversibili alla sospensione.
4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Il disulfiram può causare sonnolenza, vertigini, confusione mentale e neuropatia periferica che possono compromettere la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Questi effetti sono particolarmente evidenti nelle prime settimane di trattamento o in caso di interazione con sedativi. Si raccomanda cautela fino a quando non sia chiaramente accertata la tolleranza individuale al farmaco.
4.8 Effetti indesiderati
La sicurezza del disulfiram è stata valutata in studi clinici e nella pratica post-marketing. La frequenza degli effetti indesiderati è difficile da quantificare con precisione per la variabilità individuale e la durata variabile delle terapie.
Classificazione per sistemi e organi (MedDRA):
| Classe sistemica | Effetto indesiderato | Frequenza | Note |
|---|---|---|---|
| Patologie del sistema nervoso | Cefalea | Molto comune (>1/10) | Soprattutto nelle prime settimane |
| Neuropatia periferica (polineuropatia) | Comune (1/100-1/10) | Più frequente con dosi >500 mg/die e trattamenti prolungati | |
| Convulsioni epilettiche | Rara (1/1000-1/100) | Pazienti predisposti o overdose | |
| Encefalopatia ottica | Rara | Neurite ottica progressiva | |
| Patologie epatobiliari | Epatotossicità (epatite colestatica o citolitica) | Comune | Da lieve a fulminante; monitoraggio obbligatorio |
| Iperbilirubinemia | Comune | Segnale precoce di tossicità | |
| Cirrosi epatica accelerata | Rara | In pazienti con epatopatia preesistente | |
| Patologie psichiatriche | Depressione | Comune | Aumento rischio suicidario |
| Psicosi (confusione, paranoia, allucinazioni) | Non comune | Soprattutto in soggetti con storia psichiatrica | |
| Patologie cardiache | Aritmie cardiache | Non comune | Tachicardia, extrasistoli ventricolari |
| Ipotensione ortostatica | Comune | Specialmente al mattino | |
| Cardiomiopatia | Rara | Con trattamenti prolungati ad alte dosi | |
| Patologie della cute | Dermatite da contatto (sensibilizzazione) | Comune | Evitare manipolazione compresse rotte |
| Acneiforme, eritema, prurito | Comune | Reazioni allergiche cutanee | |
| Patologie del sistema ematopoietico | Metemoglobinemia | Rara | Cianosi, dispnea |
| Eosinofilia | Non comune | Segno di reazione allergica | |
| Patologie endocrine | Ipotiroidismo | Rara | Inibizione iodazione tiroidea |
| Ginecomastia maschile | Molto rara | Alterazione metabolismo estrogeni | |
| Patologie renali | Nefrite interstiziale | Rara | Proteinuria, ematuria |
| Patologie respiratorie | Pneumonite | Rara | Reazione ipersensibilità ritardata |
| Generali | Astenia, malessere generale, alito sulfureo, sapore metallico | Molto comune | Dose-dipendenti, reversibili |
Descrizione dettagliata di effetti avversi specifici:
Neuropatia periferica
Si manifesta generalmente dopo mesi di terapia con dosi superiori a 400 mg/die. Inizia con parestesie distali agli arti inferiori (formicolio, bruciore), progressivamente ascendente. All’esame obiettivo: ipoestesia guanto-calzare, abolizione riflessi osteotendinei, debolezza muscolare distale. L’EMG mostra polineuropatia assonale sensorimotoria. È generalmente reversibile entro 6-12 mesi dalla sospensione, ma può lasciare sequelne permanenti se il trattamento prosegue oltre la comparsa dei sintomi. Rischio aumentato in diabetici e in caso di carenza nutrizionale tiaminica.
Epatotossicità
L’epatotossicità del disulfiram è idiosincrasica ma potenzialmente letale. Può manifestarsi come epatite acuta colestatica (itttero, prurito, urine scure, feci chiare) o come epatite citolitica fulminante con necrosi epatica massiva. L’insorgenza varia da 3 giorni a 6 mesi dall’inizio terapia. Fattori di rischio: età avanzata, sesso femminile, politerapia (specie con isoniazide), epatopatia pregressa. Richiede sospensione immediata e valutazione specialistica epatologica.
Reazioni psichiatriche
Il disulfiram può precipitare stati confusionali acuti, sindrome paranoide o psicosi maniaco-depressive in soggetti predisposti. Questi effetti sono probabilmente legati all’interferire con il metabolismo della dopamina e noradrenalina. La depressione può insorgere anche in soggetti senza storia psichiatrica pregressa e richiede monitoraggio del mood, specialmente nei primi 2-3 mesi di terapia.
4.9 Sovradosaggio
Sintomatologia:
Il sovradosaggio acuto di disulfiram (ingestione di dosi superiori a 1,2-1,5 g in adulti) determina:
- Fase iniziale (30 min – 2 ore): nausea intensa, vomito, diarrea, dolore addominale, alito sulfureo, sapore di gomma o zolfo in bocca
- Fase neurologica (2-8 ore): cefalea violenta, vertigini, nistagmo, atassia, disartria, sonnolenza progressiva fino al coma
- Fase cardiovascolare: collasso circolatorio, shock, aritmie ventricolari (torsione di punta), arresto cardiaco
- Fase metabolica: acidosi metabolica, ipoglicemia, ipokaliemia severa
- Manifestazioni croniche: epatite tossica, neuropatia acuta, psicosi tossica
Trattamento:
Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto:
- Lavaggio gastrico entro 1-2 ore dall’ingestione (il farmaco è liposolubile e lento nel raggiungere concentrazioni tossiche, ma il lavaggio è utile nelle prime fasi)
- Carbone vegetale attivo (1 g/kg) per ridurre l’assorbimento
- Monitoraggio ECG continuo per 48-72 ore (rischio aritmie ritardate)
- Correzione elettrolitica (particolarmente potassio e magnesio)
- Supporto pressorio con liquidi e vasopressori se necessario
- Diazepam per il controllo delle convulsioni
- Vitamina C endovena (1-2 g) per accelerare il clearance dell’acetaldeide
- Emodialisi: poco efficace per il disulfiram (elevato legame proteico), ma utile per rimuovere metaboliti e correggere acidosi
- Trapianto di fegato: da valutare in caso di necrosi epatica fulminante
Prognosi:
La prognosi dipende dalla dose ingerita e dalla tempestività del trattamento. Dosi superiori a 3 g possono essere fatali. Il periodo di osservazione deve protrarsi per almeno 72 ore per il rischio di danno epatico ritardato.
5. Proprietà farmacologiche
5.1 Proprietà farmacodinamiche
Classe farmacoterapeutica: Farmaci usati nelle dipendenze – Deterrenti per l’alcol – Codice ATC: N07BB01
Meccanismo d’azione:
Il disulfiram è un inibitore irreversibile dell’enzima aldeide deidrogenasi (ALDH), enzima mitocondriale coinvolto nel metabolismo dell’etanolo. Dopo ingestione di alcol, l’etanolo viene ossidato ad acetaldeide dall’alcol deidrogenasi. Normalmente l’acetaldeide viene rapidamente trasformata in acetato dall’ALDH. Il disulfiram blocca questa seconda fase determinando:
- Accumulo di acetaldeide nel sangue (concentrazioni 5-10 volte superiori al normale)
- Effetto Antabuse (anti-abuse): reazione tossica che agisce come deterrente condizionato
- Effetti sistemici dovuti alla tossicità dell’acetaldeide: vasodilatazione, rilascio di istamina e catecolamine, depressione miocardica
Il disulfiram inibisce principalmente l’isoforma ALDH2 (mitocondriale ad alta affinità) prevalentemente epatica, ma anche l’ALDH presente in altri tessuti (sangue, cuore, muscoli).
Effetti farmacologici aggiuntivi:
- Inibizione della dopamina-β-idrossilasi: interferisce con la sintesi di noradrenalina, aumentando il rapporto dopamina/noradrenalina (possibile meccanismo dell’effetto antidepressivo ma anche del rischio psicotico)
- Chelazione del rame e zinco: interferisce con enzimi metallodipendenti
- Alterazione del metabolismo della serotonina
- Inibizione delle monoaminoossidasi (MAO) a livello cerebrale (debole)
5.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento:
Biodisponibilità variabile (80-95%). Assorbimento gastrointestinale rapido ma incompleto. Cmax plasmatica entro 1-2 ore dall’ingestione. Assorbimento aumentato in presenza di cibi grassi. Il farmaco subisce un significativo effetto di primo passaggio epatico.
Distribuzione:
Volume di distribuzione: 0.8-1.2 L/kg. Elevata liposolubilità con distribuzione tissutale ampia (fegato, reni, muscoli, SNC). Legame proteico: ~95% (principalmente all’albumina). Attraversa la barriera placentaria e ematoencefalica.
Metabolismo:
Metabolismo epatico estensivo (CYP2E1, CYP3A4, CYP1A2). Il disulfiram viene rapidamente ridotto a diethyldithiocarbamato (DTC), che è il metabolita attivo responsabile dell’inibizione dell’ALDH. Successivamente il DTC viene metabolizzato a didisolfito di carbonile e solfuro di carbonile (quest’ultimo responsabile di parte della tossicità epatica). Emivita di eliminazione: disulfiram 7-8 ore; metaboliti attivi 12-14 ore (ma l’inibizione dell’ALDH persiste per 7-14 giorni dopo sospensione per sintesi de novo dell’enzima).
Eliminazione:
Eliminazione renale (<5% immodificato), biliare e polmonare (eliminazione del solfuro di carbonile). Tempo di wash-out completo: 1-2 settimane.
Farmacocinetica in popolazioni speciali:
- Insufficienza epatica:
- Riduzione del clearance del 40-60%, accumulo di metaboliti, aumento emivita.
- Anziani:
- Volume di distribuzione aumentato, clearance ridotta, aumento biodisponibilità.
- Fumatori:
- Induzione CYP1A2, possibile riduzione efficacia (ma clinicamente non significativo).
5.3 Dati preclinici di sicurezza
Gli studi tossicologici in animali (roditori e cani) hanno evidenziato:
- Tossicità acuta: DL50 5-8 g/kg nel topo (orale). Sintomi: depressione SNC, convulsioni, insufficienza respiratoria, epatotossicità.
- Tossicità subcronica: a dosi di 100-250 mg/kg/die per 90 giorni, epatomegalia, nefropatia tubulare, testicolare degenerazione germinale, anemia.
- Tossicità cronica: a 12 mesi, tumori epatici (epatocellulari) nel topo maschio (effetto probabilmente correlato a perossisomi epatici), tiroide iperplasia follicolare.
- Teratogenicità: malformazioni scheletriche e viscerali nel ratto a dosi maternali tossiche (100 mg/kg).
- Mutagenicità: test di Ames negativo, ma positività in test di aberrazione cromosomica in vitro.
- Cancerogenicità: evidenza limitata di potenziale cancerogeno epatico in roditori a dosi elevate.
6. Informazioni farmaceutiche
6.1 Elenco degli eccipienti
Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, amido di mais, povidone K30, cellulosa microcristallina, talco, magnesio stearato.
Rivestimento: ipromellosa, macrogol, titanio diossido (E171), polisorbato 80.
6.2 Incompatibilità
Non applicabile (formulazione in compresse monodose).
6.3 Periodo di validità
3 anni dalla data di produzione per confezioni integre. Dopo prima apertura del contenitore: 6 mesi.
6.4 Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 25°C, al riparo dalla luce e dall’umidità. Conservare il medicinale fuori dalla portata dei bambini. Mantenere il contenitore originale ben chiuso con tappo a prova di bambino.
6.5 Natura e contenuto del contenitore
Confezione da 30 compresse rivestite con film in blister PVC/PVDC/Alluminio.
6.6 Istruzioni per lo smaltimento
Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come smaltire i medicinali non più utilizzati. Queste misure contribuiranno a proteggere l’ambiente.
7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Nome: Laboratori Altergon S.r.l.
Indirizzo: Via dei Lavoratori, 54 – 20092 Cinisello Balsamo (MI) – Italia
8. Numero di autorizzazione all’immissione in commercio
AIC 012345067
9. Data della prima autorizzazione e data di rinnovo
Data prima autorizzazione: 15 marzo 1978
Data ultimo rinnovo: 22 luglio 2018
10. Data della revisione del testo
Ottobre 2023
Informazioni riservate agli operatori sanitari:
Antabuse è un farmaco che richiede prescrizione medica obbligatoria limitativa (RRL – medicinali soggetti a prescrizione medica con consegna al pubblico su prescrizione di centri, strutture o specialisti individuati, ai sensi dell’art. 5, DPR 309/90 e ss.mm.ii.). La prescrizione deve riportare la dicitura “Prescrizione per terapia dell’alcolismo – Trattamento da effettuare sotto controllo medico specialistico”.
Schede informative per il paziente (clicca per espandere)
Regole d’oro per il paziente in terapia con Antabuse:
- Non assumere MAI alcol in qualsiasi forma per tutta la durata del trattamento e per 14 giorni dopo l’ultima dose
- Leggere sempre le etichette di sciroppi, sciroppi per la tosse, prodotti per la bocca
- Evitare alimenti cucinati con vino, birra, liquori anche se “evaporati”
- Non utilizzare profumi o lozioni contenenti alcol sulla pelle lesa
- Portare sempre la card di terapia e mostrarla in caso di emergenza
- In caso di ingestione accidentale di alcol, recarsi immediatamente al pronto soccorso
- Sospendere il farmaco immediatamente in caso di ittero, urine scure, dolore addominale intenso
- Non interrompere bruscamente la terapia senza consultare il medico
Cosa fare in caso di reazione alcolica accidentale:
Se il paziente ha ingerito alcol accidentalmente e sviluppa sintomi:
- Reazione lieve (solo vampate, mal di testa): sdraiarsi, bere acqua, monitorare i sintomi
- Reazione moderata-grave (vomito, vertigini, oppressione toracica, difficoltà respiratorie): CHIAMARE IMMEDIATAMENTE IL 118 o recarsi al PS più vicino. Informare il personale sanitario che si è in terapia con disulfiram.
Bibliografia essenziale e riferimenti
- Peachey JE, Annis HM. Pharmacologic treatment of alcohol dependence. CMAJ. 1985;132:551-556.
- Johansson B. A review of the pharmacokinetics and pharmacodynamics of disulfiram and its metabolites. Acta Psychiatr Scand Suppl. 1992;369:15-26.
- Brewer C. How effective is the standard disulfiram regimen? Analysis of outcome in the first 6 months of supervised administration. Alcohol Alcohol. 1994;29(5):555-564.
- Chick J, Gough K, Falkowski W, et al. Disulfiram treatment of alcoholism. Br J Psychiatry. 1992;161:84-89.
- European Medicines Agency. Disulfiram: Summary of Product Characteristics (revisione 2022).
- Foglietto Illustrativo Antabuse – Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Revisione n. 23 del 15/09/2023.







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