Albendazole

L’albendazolo è il principio attivo di questo medicinale. È conosciuto anche con nomi come Zentel o Albenza. Si usa per trattare le infezioni da vermi parassiti, come lombrichi, anchilostomi, tenie e altri vermi intestinali. Aiuta a eliminare questi parassiti dal corpo in modo efficace e semplice.

Prezzo Albendazole

Il prezzo Albendazole è approssimativamente 0.33€ – 0.6€ per pillole. A seconda delle dimensioni della confezione e del numero di compresse contenute (60 o 360 pillole; 400mg).

COD: albendazole-it Categoria:

ALBENDAZOLO 400 mg compresse – Foglio Illustrativo

1. Denominazione del medicinale

Albendazolo 400 mg compresse

Albendazolo 400 mg/10 ml sospensione orale

2. Composizione qualitativa e quantitativa

Ciascuna compressa contiene:

  • Principio attivo: Albendazolo 400 mg
  • Eccipienti: cellulosa microcristallina, amido di mais, povidone K30, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, silice colloidale anidra.

La sospensione orale contiene:

  • Principio attivo: Albendazolo 400 mg/10 ml
  • Eccipienti: benzoato di sodio, acido citrico, sodio citrato, gomma xantana, sorbitolo liquido, aroma banana, acqua purificata.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.

3. Forma farmaceutica

Compresse: Compresse rotonde, bianche o giallo chiaro, con linea di rottura su un lato.

Sospensione orale: Liquido bianco opaco, viscoso, con odore e sapore caratteristico di banana.

4. Informazioni cliniche

4.1 Indicazioni terapeutiche

L’Albendazolo è un antielmintico ad ampio spettro indicato per il trattamento delle seguenti infezioni causate da parassiti sensibili:

Nematodi (vermi rotondi):
Ascaridosi (Ascaris lumbricoides)
Enterobiosi o ossiuriasi (Enterobius vermicularis)
Ancilostomiasi (Ancylostoma duodenale e Necator americanus)
Trichuriasi (Trichuris trichiura)
Strongiloidiasi (Strongyloides stercoralis)
Trichinellosi (Trichinella spiralis)
Cutaneous larva migrans (larva migrans cutanea)
Cestodi (vermi piatti):
Taeniasi (Taenia saginata, Taenia solium)
Iminuriasi (Hymenolepis nana)
Forme invasive e cistiche:
Cisticercosi (Taenia solium – forme parenchimatose e extra-parenchimatose)
Idatidosi o echinococcosi cistica (Echinococcus granulosus)
Echinococcosi alveolare (Echinococcus multilocularis)
Altre infezioni:
Giardiasi (Giardia lamblia o Giardia duodenalis)
Microsporidosi (in pazienti immunocompromessi)
Clonorchiasi (Clonorchis sinensis)
Opisthorchiasi (Opisthorchis viverrini)

4.2 Posologia e modo di somministrazione

La posologia varia in base al tipo di infezione, all’età del paziente e al peso corporeo. L’Albendazolo deve essere assunto durante i pasti, preferibilmente con cibi grassi per aumentare l’assorbimento intestinale.

Indicazione Pazienti adulti e bambini > 2 anni Bambini 1-2 anni Durata
Ascaridosi, Enterobiosi, Ancilostomiasi, Trichuriasi 400 mg dose singola 200 mg dose singola Una dose unica
Strongiloidiasi 400 mg 2 volte al giorno 200 mg 2 volte al giorno 3 giorni
Taeniasi 400 mg dose singola 200 mg dose singola Una dose unica; ripetere dopo 21 giorni se necessario
Hymenolepiasis 400 mg al giorno 200 mg al giorno 3-5 giorni consecutivi
Trichinellosi 400 mg 2 volte al giorno 200 mg 2 volte al giorno 8-14 giorni (associato a corticosteroidi nelle forme gravi)
Larva migrans cutanea 400 mg al giorno 200 mg al giorno 3-7 giorni
Giardiasi 400 mg al giorno 200 mg al giorno 5 giorni
Cisticercosi (neurocisticercosi) 15 mg/kg/die (max 800 mg/die) divisi in 2 dosi 15 mg/kg/die divisi in 2 dosi 8-30 giorni (ciclo ripetibile dopo 14 giorni di sospensione)
Echinococcosi cistica 15 mg/kg/die (max 800 mg/die) divisi in 2 dosi 15 mg/kg/die divisi in 2 dosi Cicli di 28 giorni con 14 giorni di intervallo per 3 cicli
Echinococcosi alveolare 15 mg/kg/die (max 800 mg/die) divisi in 2 dosi Non raccomandato Trattamento prolungato di 6-24 mesi o più

Modalità particolari di somministrazione:

  • Per l’enterobiosi, è consigliabile trattare tutti i membri della famiglia contemporaneamente.
  • Per la neurocisticercosi, il trattamento deve essere effettuato in ambiente ospedaliero con monitoraggio neurologico, poiché la morte dei cisticerci può causare reazioni infiammatorie acute (encefalopatia ipertensiva).
  • Nei pazienti con echinococcosi, il farmaco è spesso associato a procedure chirurgiche o a tecniche di puncture-aspiration-injection-reaspiration (PAIR).

4.3 Controindicazioni

L’Albendazolo è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità al principio attivo, agli benzimidazoli carbammati (mebendazolo, flubendazolo, tiabendazolo) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nella sezione 6.1
  • Gravidanza: l’Albendazolo è teratogeno negli animali e potenzialmente pericoloso per il feto umano. È controindicato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano contraccettivi efficaci
  • Allattamento: sebbene non ci siano dati definitivi sulla escrezione nel latte materno, l’uso durante l’allattamento è sconsigliato
  • Patologie epatiche gravi (cirrosi, epatite attiva, insufficienza epatica)
  • Depressione del midollo osseo o precedenti alterazioni ematologiche gravi durante precedenti trattamenti con benzimidazoli

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Monitoraggio ematologico ed epatico

L’Albendazolo può causare depressione del midollo osseo (leucopenia, granulocitopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi). È necessario effettuare esami emocromocitometrici completi prima dell’inizio del trattamento e a intervalli regolari (ogni 2 settimane) durante il trattamento prolungato.

Per le forme cistiche (cisticercosi ed echinococcosi), si raccomanda il monitoraggio della funzionalità epatica (transaminasi, bilirubina) prima del trattamento e almeno ogni 2 settimane durante il trattamento. In caso di aumento transaminasico superiore a 2 volte il valore superiore della norma, interrompere il trattamento.

Neurocisticercosi

Nel trattamento della neurocisticercosi, la distruzione dei cisticerci nel sistema nervoso centrale può provocare reazioni infiammatorie acute. Si raccomanda:

  • Somministrazione concomitante di corticosteroidi (dexametosone 4-8 mg/die o prednisone 40-60 mg/die) per tutta la durata del trattamento e almeno 5-7 giorni dopo
  • Terapia anticonvulsivante per prevenire crisi epilettiche
  • Monitoraggio della pressione endocranica
  • Non somministrare in caso di cisticerci intraoculari o spinali (rischio di danno irreversibile)

Echinococcosi

Prima del trattamento chirurgico dell’echinococcosi, è necessario escludere la rottura accidentale della cisti (rischio di shock anafilattico e disseminazione dei protoscolici).

Gruppi di popolazione particolari

Bambini: I bambini sotto i 2 anni di età devono essere trattati solo se strettamente necessario e sotto stretta supervisione medica, con dosaggi adeguati.

Anziani: Non sono necessari aggiustamenti posologici, ma si raccomanda cautela in caso di compromissione epatica o renale.

Insufficienza renale: Non sono necessari aggiustamenti posologici.

Insufficienza epatica: Controindicato in caso di grave compromissione; nei casi moderati, ridurre la dose e monitorare attentamente.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Medicinale/Classe Interazione Raccomandazione
Cimetidina, praziquantel Aumento delle concentrazioni plasmatiche di albendazolo-sulfoxido (fino a 2 volte) Possibile potenziamento dell’efficacia e della tossicità; monitorare gli effetti avversi
Dexametasone, anticonvulsivanti (fenitoina, carbamazepina, fenobarbital) Diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di albendazolo-sulfoxido Possibile riduzione dell’efficacia; considerare aumento temporaneo della dose di albendazolo
Ivermectina Sinergismo nel trattamento della strongiloidiasi e delle infezioni da nematodi intestinali Associazione terapeutica vantaggiosa
Antiretrovirali (ritonavir, efavirenz) Alterazione del metabolismo dell’albendazolo Monitorare l’efficacia del trattamento antiparassitario
Warfarin, anticoagulanti orali Potenziale interferenza con il metabolismo Monitorare l’INR; possibile necessità di aggiustamento della dose di anticoagulante
Teofillina Inibizione del metabolismo della teofillina Monitorare i livelli di teofillina

4.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Studi su animali hanno dimostrato tossicità riproduttiva e teratogenicità (malformazioni fetali). Non ci sono studi adeguati e controllati nell’uomo.

Controindicazione assoluta. L’Albendazolo non deve essere somministrato durante la gravidanza o alle donne che sospettano di essere in gravidanza. Prima di iniziare il trattamento, le donne in età fertile devo essere sottoposte a test di gravidanza e devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento e per almeno 5 giorni dopo l’ultima somministrazione.

Allattamento

Non è noto se l’albendazolo o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno. Studi sugli animali hanno dimostrato escrezione nel latte. Il rischio per i lattanti non può essere escluso.

Sconsigliato. Se il trattamento è indispensabile, interrompere l’allattamento durante la terapia e per almeno 5 giorni dopo l’ultima dose.

Fertilità

Studi sugli animali hanno dimostrato effetti sulla fertilità maschile (alterazione dello sperma) reversibili dopo la sospensione del trattamento.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’Albendazolo può causare capogiri, vertigini e sonnolenza. I pazienti devono essere avvertiti che, in caso di comparsa di questi sintomi, devono evitare di guidare veicoli, usare macchinari o svolgere attività che richiedono attenzione e prontezza di riflessi.

4.8 Effetti indesiderati

La frequenza degli effetti indesiderati è definita secondo la convenzione CIOMS:

  • Molto comune (≥ 1/10)
  • Comune (≥ 1/100, < 1/10)
  • Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100)
  • Raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000)
  • Molto raro (< 1/10.000)
  • Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Effetti indesiderati per sistema organo-classe MedDRA

Sistema organo Effetto indesiderato Frequenza
Disturbi del sistema ematolinfopoietico Leucopenia Comune (con trattamento prolungato)
Granulocitopenia Comune
Trombocitopenia Non comune
Pancitopenia Raro
Agranulocitosi Molto raro
Disturbi del sistema nervoso Cefalea Comune
Capogiri, vertigini Comune
Convulsioni (in pazienti con neurocisticercosi) Comune (relazione al decorso della malattia)
Disturbi gastrointestinali Dolori addominali, nausea, vomito Comune
Diarrea, epigastralgia, dispepsia, costipazione Non comune
Disturbi epatobiliari Aumento transaminasi (AST, ALT) Comune
Iperbilirubinemia Non comune
Epatite acuta, insufficienza epatica Raro
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, eruzioni cutanee Non comune
Alopecia (reversibile), dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica Raro
Disturbi renali e urinari Proteinuria Non comune
Insufficienza renale acuta, glomerulonefrite Raro
Disturbi generali Astenia, febbre, malessere generale Comune
Disturbi psichiatrici Confusione mentale Raro
Disturbi del metabolismo Perdita di appetito Non comune

Reazioni nel trattamento della cisticercosi

Nei pazienti trattati per neurocisticercosi, la morte dei parassiti può causare reazioni infiammatorie acute (meningite aracnoidea, encefalopatia ipertensiva, edema cerebrale) con comparsa di:

  • Crisi convulsive acute
  • Cefalea intensa
  • Alterazioni dello stato mentale
  • Ipertensione endocranica
  • Ictus

Queste reazioni sono gestibili con corticosteroidi e diuretici osmotici, ma possono essere fatali se non trattate tempestivamente.

Segnalazione degli effetti indesiderati

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

4.9 Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio accidentale o ingestione prolungata di dosi elevate, possono manifestarsi i seguenti sintomi:

  • Aumento degli effetti indesiderati gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea grave)
  • Dolori addominali intensi
  • Cefalea persistente
  • Alterazioni ematologiche (citopenia)
  • Danno epatico acuto

Trattamento: Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto:

  1. Lavanda gastrica entro 1-2 ore dall’ingestione se il paziente è cosciente
  2. Carbone attivo per ridurre l’assorbimento
  3. Monitoraggio ematologico ed epatico
  4. Trattamento sintomatico dei singoli disturbi
  5. In caso di alterazioni ematologiche gravi, considerare il trasfusione di emocomponenti

5. Proprietà farmacologiche

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antiparassitari, antihelmintici, benzimidazoli derivati.

Codice ATC: P02CA03.

Meccanismo d’azione

L’Albendazolo è un benzimidazolo carbammato con attività antihelmintica ad ampio spettro. Il suo meccanismo d’azione primario consiste nell’inibizione della polimerizzazione della tubulina parassitaria, impedendo la formazione dei microtubuli citoscheletrici.

Specificamente:

  • Si lega selettivamente ai tubuli beta dei parassiti con affinità maggiore rispetto a quelli dell’ospite
  • Inibisce l’assorbimento del glucosio da parte del parassita, depletando le riserve di glicogeno
  • Blocca il trasporto intracellulare di secrezioni e organelli
  • Inibite la produzione di ATP mitocondriale
  • Interferisce con il ciclo cellulare parassitario, causando l’immobilizzazione e la morte del verme

Contro le forme cistiche (larve di cestodi), l’albendazolo:

  • Penetra la parete della cisti attraverso il liquido cistico
  • Interferisce con la permeabilità della membrana dello scolesso
  • Causa degenerazione del germinativo e morte del protoscolice
  • Rende la cisti sterile e soggetta a fibrosi e calcificazione

Attività antimicrobica

Sensibili: Nematodi intestinali ed extraintestinali (Ascaris, Enterobius, Ancylostoma, Necator, Strongyloides, Trichuris, Trichinella), cestodi adulti e larve (Taenia, Echinococcus, Hymenolepis), trematodi (Clonorchis, Opisthorchis), protozoi (Giardia, Entamoeba histolytica in vitro).

Resistenti: Filarie (Wuchereria, Brugia, Onchocerca – scarsa attività), Schistosoma (attività modesta).

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

L’Albendazolo presenta scarsa solubilità in acqua e assorbimento gastrointestinale variabile e incompleto (circa 5-30% della dose somministrata). L’assorbimento aumenta significativamente (fino a 5 volte) quando il farmaco viene assunto con cibi grassi o latte intero.

Distribuzione

Una volta assorbito, l’albendazolo subisce rapida metabolizzazione epatica pre-sistemica (first-pass effect) nel suo metabolita attivo, l’albendazolo-sulfoxido. Questo metabolita:

  • Si lega alle proteine plasmatiche per il 70%
  • Ha un volume di distribuzione di circa 1 L/kg
  • Attraversa la barriera emato-encefalica (concentrazione nel liquor pari al 40-50% di quella plasmatica)
  • Penetra nei liquidi cistici dell’echinococcosi e nella cisti cisticerco
  • Diffonde nel tessuto adiposo e muscolare

Biotrasformazione

L’Albendazolo viene rapidamente ossidato nel fegato (citocromo P450 CYP1A2 e CYP3A4) a formare l’albendazolo-sulfoxido (attivo), che viene successivamente ossidato ad albendazolo-sulfone (inattivo). L’emivita di eliminazione dell’albendazolo-sulfoxido è di 8-12 ore.

Eliminazione

Gli metaboliti vengono escreti principalmente con la bile (entro 7 giorni viene eliminato il 90% della dose) e in minor misura con le urine (meno del 1% in forma immodificata). Non viene eliminato significativamente per dialisi.

Parametri farmacocinetici

Parametro Valore
Cmax (con cibo grasso) 0.3-1.5 mcg/ml (dose 400 mg)
Tmax 2-5 ore
Emivita eliminazione 8-12 ore (metabolita attivo)
Biodisponibilità Varibile 5-30%
Legame proteico 70-80%

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Studi di tossicità acuta e cronica su animali (topi, ratti, conigli, cani, scimmie) hanno evidenziato:

Tossicità acuta

DL50 orale: > 10.000 mg/kg (topi e ratti). Sintomi di intossicazione acuta: sedazione, atassia, diarrea, perdita di peso.

Tossicità subcronica e cronica

A dosi elevate e prolungate (> 10 mg/kg/die per mesi):

  • Depressione del midollo osseo (granulocitopenia reversibile)
  • Alterazioni epatiche (steatosi, necrosi epatocellulare focale)
  • Atrofia del timo e linfonodi
  • Alterazioni del tratto genitourinario

Tossicità riproduttiva

Teratogenicità dimostrata in roditori (ratti, conigli) con malformazioni fetali (anencefalia, fusione delle vertebre, riduzione delle dita) a dosi terapeutiche equivalenti. Embriotossicità e fetotossicità.

Mutagenicità e cancerogenicità

Test di mutagenicità in vitro e in vivo non hanno evidenziato potenziale mutageno. Studi di cancerogenicità a lungo termine su ratti e topi non hanno evidenziato aumento dell’incidenza di tumori.

6. Informazioni farmaceutiche

6.1 Elenco degli eccipienti

Compresse:

  • Cellulosa microcristallina (E460)
  • Amido di mais
  • Povidone K30 (E1201)
  • Croscarmellosa sodica (E468)
  • Magnesio stearato (E470b)
  • Silice colloidale anidra (E551)

Sospensione orale:

  • Benzoato di sodio (E211)
  • Acido citrico monoidrato (E330)
  • Sodio citrato (E331)
  • Gomma xantana (E415)
  • Sorbitolo liquido (non cristallizzante) (E420)
  • Aroma banana
  • Acqua purificata

6.2 Incompatibilità

Non sono state stabilite incompatibilità rilevanti per l’uso clinico.

6.3 Periodo di validità

Compresse: 3 anni dalla data di fabbricazione.

Sospensione orale: 2 anni dalla data di fabbricazione. Dopo l’apertura del flacone, utilizzare entro 30 giorni.

6.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25°C. Conservare il medicinale nella confezione originale per proteggere dall’umidità e dalla luce.

La sospensione orale, una volta aperta, deve essere conservata in frigorifero (2-8°C) e non utilizzata oltre i 30 giorni dall’apertura.

Non congelare.

6.5 Natura e contenuto della confezione

Compresse:

  • Blister in PVC/PVDC/Alluminio da 1, 2, 4, 6, 10, 20, 30, 50, 100 compresse
  • Flacone in polipropilene con tappo a vite e sigillo di sicurezza da 30, 50, 100 compresse

Sospensione orale:

  • Flacone in vetro scuro o PET da 10 ml, 20 ml, 30 ml, 60 ml, 100 ml
  • Siringa dosatrice o cucchiaino dosatore graduato incluso nella confezione

Non tutte le confezioni potrebbero essere commercializzate.

6.6 Istruzioni per la manipolazione e lo smaltimento

Nessuna istruzione speciale per la manipolazione da parte del paziente.

Per gli operatori sanitari che manipolano le compresse per preparare sospensioni estemporanee (uso off-label pediatrico), si raccomanda l’uso di guanti protettivi per evitare il contatto cutaneo, essendo il principio attivo potenzialmente teratogeno.

Smaltimento:

Non smaltire il medicinale nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati. Queste misure contribuiranno a proteggere l’ambiente.

7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

[Nome della Società Farmaceutica]

[Indirizzo completo]

[Numero di telefono]

[Indirizzo email per la segnalazione delle reazioni avverse]

8. Numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio

AIC: [Numero]

EU/1/XX/XXX/XXX

9. Data della prima autorizzazione all’immissione in commercio/Rinnovo dell’autorizzazione

Data di prima autorizzazione: [Data]

Data dell’ultimo rinnovo: [Data]

10. Data della revisione del testo

[Mese/Anno]


Informazioni riservate agli operatori sanitari – Prescrizione medica limitativa

Il presente medicinale è soggetto a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta (RR), per le seguenti indicazioni:

  • Trattamento dell’echinococcosi cistica e alveolare
  • Trattamento della neurocisticercosi
  • Uso nei bambini di età inferiore ai 2 anni

Per le altre indicazioni (nematodiasi intestinali comuni), il medicinale può essere somministrato su prescrizione medica semplice (Ricetta medica).

La terapia deve essere effettuata sotto stretto controllo medico per le forme cistiche, con monitoraggio ematologico ed epatico obbligatorio.

Attenzione: Le informazioni contenute in questo foglio illustrativo non possono in alcun modo sostituire il parere e la prescrizione del medico. Consultare sempre il proprio medico o farmacista prima di assumere questo medicinale, specialmente in caso di gravidanza, allattamento, patologie concomitanti o assunzione di altri farmaci.


Appendice: Consigli igienico-sanitari per le infezioni da elminti

Per l’enterobiosi (ossiuri)

  1. Lavarsi le mani accuratamente prima dei pasti e dopo essere andati in bagno
  2. Mantenere le unghie corte e pulite
  3. Evitare di portare le mani alla bocca
  4. Cambiare biancheria intima quotidianamente e lavarla a temperature superiori a 60°C
  5. Effettuare la pulizia accurata della casa, specialmente della camera da letto, utilizzando aspirapolvere
  6. Trattare contemporaneamente tutti i membri della famiglia

Per le nematodiasi trasmesse dal suolo

  • Indossare calzature chiuse quando si cammina su terreno potenzialmente contaminato
  • Evitare il contatto diretto della pelle con terreni umidi e sabbia
  • Consumare solo frutta e verdura lavata accuratamente o sbollentata
  • Non utilizzare acqua non potabile per irrigare ortaggi
  • Proteggere le fonti d’acqua da contaminazioni fecali

Per la teniasi

  • Consumare carne bovina e suina ben cotta (temperatura interna > 70°C)
  • Evitare la carne cruda o poco cotta (tartare, carpaccio, salsicce crude)
  • Adottare misure di controllo veterinario del bestiame
  • Praticare buone norme igieniche nella macellazione

Per qualsiasi dubbio o informazione supplementare, rivolgersi al proprio medico curante, al centro di medicina tropicale o al servizio di malattie infettive dell’ospedale più vicino.

Dosaggio

400mg

Pacco

120 pillole, 180 pillole, 270 pillole, 360 pillole, 60 pillole, 90 pillole

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