Cytotec 200 microgrammi compresse rivestite con film
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- Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico o al farmacista. Vedere sezione 4.
1. Denominazione del medicinale
Cytotec 200 microgrammi compresse rivestite con film
Misoprostolo
2. Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa rivestita con film contiene 200 microgrammi di misoprostolo.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.
3. Forma farmaceutica
Compressa rivestita con film.
Compresse bianche, esagonali, con scritta “Searle 1461” su un lato.
4. Dati clinici
4.1 Indicazioni terapeutiche
Cytotec è indicato per la prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali indotte dall’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), inclusi acido acetilsalicilico, in pazienti a rischio di complicanze gastroduodenali. Il medicinale è inoltre indicato per il trattamento delle lesioni gastroduodenali già stabilite causate da FANS in pazienti che necessitano di continuare la terapia antinfiammatoria.
4.2 Posologia e modo di somministrazione
La posologia deve essere stabilita individualmente dal medico in base alla gravità della condizione clinica, al tipo di FANS utilizzato e al profilo di rischio del paziente.
Prevenzione delle ulcere indotte da FANS
| Popolazione | Dosaggio | Frequenza | Note |
|---|---|---|---|
| Adulti standard | 200 microgrammi | 2-4 volte al giorno | Somministrazione durante i pasti e prima di coricarsi |
| Pazienti anziani | 200 microgrammi | 2-3 volte al giorno | Dosaggio ridotto per tollerabilità gastrointestinale |
| Pazienti ad alto rischio emorragico | 200 microgrammi | 4 volte al giorno | Monitoraggio endoscopico periodico |
| Pazienti con insufficienza renale grave | 200 microgrammi | 1-2 volte al giorno | Monitoraggio della funzione renana e idratazione adeguata |
Trattamento delle ulcere gastroduodenali attive
La dose raccomandata è di 800 microgrammi al giorno, suddivisa in 2-4 somministrazioni, per un periodo di 4-8 settimane. Per le ulcere duodenali, la guarigione si osserva generalmente entro 4 settimane. Per le ulcere gastriche, può essere necessario prolungare il trattamento fino a 8 settimane. In caso di lesioni refrattarie, il medico può valutare l’incremento della dose fino a 1200 microgrammi al giorno.
Modalità di somministrazione
Le compresse devono essere deglutite intere con abbondante acqua, preferibilmente durante o immediatamente dopo i pasti principali e prima di coricarsi, per minimizzare gli effetti gastrointestinali avversi. Non dividere, frantumare o masticare le compresse per evitare rilascio non controllato del principio attivo.
4.3 Controindicazioni
- Ipersensibilità al misoprostolo, ad altre prostaglandine o a qualsiasi eccipiente elencato nella sezione 6.1;
- Gravidanza. Il misoprostolo è controindicato in tutte le donne in età fertile non in uso di contraccezione efficace, in gravidanza o che pianificano una gravidanza, poiché induce aborto spontaneo, parti prematuri o malformazioni fetali. Le donne devono eseguire un test di gravidanza negativo entro 2 settimane dall’inizio della terapia;
- Allattamento: il passaggio di misoprostolo e metaboliti nel latte materno può comportare effetti indesiderati gravi nel lattante;
- Sospetta gravidanza extrauterina;
- Disturbi emorragici attivi, coagulopatie o terapia anticoagulante non controllata;
- Malattie cardiovascolari ischemiche instabili o recente infarto miocardico;
- Ipertensione arteriosa non controllata o grave;
- Insufficienza epatica grave (Child-Pugh C);
- Sindrome di Crohn attiva, colite ulcerosa grave o altre patologie infiammatorie croniche intestinali attive;
- Età pediatrica inferiore ai 18 anni per mancanza di dati di sicurezza ed efficacia;
- Uso concomitante con mifepristone o altri abortivi farmacologici per via sistemica.
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’uso
Informazioni specifiche per le donne in età fertile
Prima di iniziare il trattamento con Cytotec, le donne in età fertile devono essere informate dettagliatamente dei rischi gravi per la gravidanza. Devono effettuare un test di gravidanza entro 2 settimane dall’inizio della terapia e adottare metodi contraccettivi efficaci (preferibilmente due metodi complementari) durante il trattamento e per almeno 1 mese dopo l’interruzione della terapia.
Se sospetta una gravidanza durante il trattamento, deve interrompere immediatamente l’assunzione del medicinale, contattare immediatamente il medico ed effettuare test di gravidanza. L’esposizione al farmaco durante il primo trimestre è associata a rischio aumentato di difetti degli arti e anomalie cranio-facciali.
Precauzioni gastrointestinali
Nei pazienti con storia di ulcera peptica complicata da emorragia o perforazione, il trattamento deve essere attentamente monitorato con controlli endoscopici periodici. La comparsa di dolore addominale acuto intenso, melena, ematemesi o sincope richiede immediata sospensione del farmaco, valutazione medica d’urgenza ed esecuzione di esami ematochimici ed endoscopia digestiva.
Effetti cardiovascolari
Il misoprostolo può causare vasodilatazione sistemica con conseguente ipotensione, bradicardia o aritmie. I pazienti con patologie cardiovascolari preesistenti, specialmente cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco o aritmie, richiedono monitoraggio clinico e strumentale della pressione arteriosa, elettrocardiogramma e frequenza cardiaca durante le prime settimane di trattamento.
Funzionalità epatica e renale
Nei pazienti con insufficienza epatica o renale da moderata a grave, il dosaggio deve essere aggiustato e la funzionalità degli organi monitorata regolarmente attraverso esami del sangue (creatinina, azotemia, transaminasi, bilirubina). In presenza di alterazioni significative, ridurre la dose o sospendere il trattamento.
Asma bronchiale
Usare con cautela nei pazienti con asma bronchiale o anamnesi di bronchospasmo, poiché il misoprostolo può indurre broncocostrizione.
Epilessia
Usare con cautela nei pazienti con disturbi convulsivi o epilessia, poiché sono stati riportati casi di crisi convulsive in associazione temporale all’uso del farmaco.
4.5 Interazioni
Il misoprostolo è metabolizzato prevalentemente tramite esterificazione delle acidi grassi presenti nelle pareti intestinali; solo una piccola percentuale (<5%) subisce ossidazione epatica mediante citocromo P450. Pertanto, le interazioni farmacocinetiche significative con farmaci metabolizzati dal citocromo P450 sono improbabili.
| Farmaco | Interazione | Meccanismo | Azione consigliata |
|---|---|---|---|
| FANS (ibuprofene, naprossene, diclofenac, indometacina, piroxicam, acido acetilsalicilico) | Aumento sinergico della protezione gastroduodenale; nessuna interferenza sull’efficacia antinfiammatoria sistemica | Sinergismo mucoprotettivo mediante aumento muco-bicarbonato e flusso ematico | Associazione terapeutica raccomandata; mantenere spacing ottimale |
| Antiacidi (magnesio, alluminio, calcio) | Effetto anti-secretorio potenzialmente potenziato ma riduzione della biodisponibilità del misoprostolo | Variazioni del pH gastrico e velocità di svuotamento | Spacing di almeno 2 ore tra le somministrazioni |
| Inibitori della pompa protonica (omeprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo) | Potenziale riduzione dell’efficacia mucoprotettiva specifica del misoprostolo | Inibizione estrema dell’acido cloridrico basale altera feedback prostaglandinico | Monitoraggio clinico; preferire schemi alternativi |
| Ossitocina, dinoprostone | Potenziale potenziamento massiccio dell’attività uterotona | Sinergismo agonistico sui recettori prostaglandinici uterini (EP1, EP3) | Evitare assolutamente l’associazione |
| Farmaci antidiabetici orali e insulina | Variazioni transitorie dei livelli glicemici; possibile necessità di aggiustamento dosi | Effetto del misoprostolo sul metabolismo glucidico e rilascio di glucagone | Monitoraggio glicemico frequente nelle prime 2 settimane |
| Digossina | Aumento dei livelli sierici di digossina | Riduzione della clearance renale indotta da prostaglandine | Monitoraggio dei livelli di digossina e funzionalità renale |
| Fenitoina, valproato | Potenziale aumento della tossicità neurotogena | Interferenza metabolica epatica competiva | Monitoraggio dei livelli ematici di antiepilettici |
4.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza – Categoria di rischio X
Il misoprostolo è assolutamente controindicato durante la gravidanza in qualsiasi stadio gestazionale. L’agente farmacologico provoca contrazioni uterine toniche che possono portare ad aborto spontaneo, parti prematuri, distacco placentare, emorragia uterina grave o morte fetale. Inoltre, l’esposizione nel primo trimestre è stata associata a specifiche malformazioni fetali inclusi difetti degli arti (amelia, meromelia), anomalie cranio-facciali (palatoschisi, micrognatia), anomalie della calotta cranica e vertebre.
Le donne devono essere avvisate che, se il medicinale viene somministrato per vie non orali (vaginale, sublinguale o buccale – uso off-label), l’assorbimento sistemico comporta identici rischi di aborto e teratogenesi.
Prima della prescrizione, il medico deve verificare assenza di gravidanza mediante test sierologico o urinario, informare la paziente dei rischi con documentazione scritta e ottenere firma di consenso informato specifico.
Allattamento
Studi su animali hanno dimostrato il passaggio di misoprostolo e metaboliti attivi nel latte materno in concentrazioni significative. Sebbene non esistano dati controllati sull’uomo, il rischio potenziale per il lattante (diarrea, crampi, disidratazione, alterazioni elettrolitiche) non può essere escluso. L’allattamento deve essere sospeso durante il trattamento con Cytotec e per 24 ore dopo l’ultima somministrazione.
4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Il misoprostolo può causare vertigini, sonnolenza, crampi addominali acuti improvvisi e disturbi della visione transitori. I pazienti devono essere avvisati di non guidare veicoli, utilizzare macchinari complessi o impegnarsi in attività che richiedono allerta mentale acuta fino a quando non sono certi che il medicinale non influenzi le loro capacità psicomotorie e cognitive.
4.8 Effetti indesiderati
La valutazione degli effetti indesiderati si basa su dati provenienti da studi clinici controllati con placebo su oltre 15.000 pazienti, studi di farmacovigilanza post-marketing e segnalazioni spontanee.
Classificazione per frequenza
- Molto comune (≥1/10)
- Comune (≥1/100 a <1/10)
- Non comune (≥1/1.000 a <1/100)
- Raro (≥1/10.000 a <1/1.000)
- Molto raro (<1/10.000)
- Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema emolinfopoietico
- Rari: anemia, trombocitopenia, leucopenia, linfadenopatia
- Molto rari: pancitopenia, agranulocitosi
Disturbi del sistema immunitario
- Rari: reazioni anafilattiche, angioedema, rash allergico, orticaria, broncospasmo allergico
- Molto rari: shock anafilattico, sindrome di ipersensibilità medicamentosa sistemica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
- Comuni: anoressia, calo ponderale lieve
- Non comuni: iperglicemia, ipoglicemia, aumento dell’acido urico sierico, alterazioni elettrolitiche (ipokaliemia, iponatriemia)
- Rari: acidosi metabolica, ipertrigliceridemia
Disturbi psichiatrici
- Non comuni: ansia, alterazioni dell’umore, insonnia, nervosismo
- Rari: confusione mentale, allucinazioni, ideazione suicidaria, depressione
Disturbi del sistema nervoso
- Comuni: cefalea, vertigini, parestesie
- Non comuni: sonnolenza, neuropatia periferica, tremori, convulsioni epilettiche
- Rari: ictus ischemico, emorragia cerebrale, sincope, atassia, disgeusia
Disturbi dell’occhio
- Non comuni: visione offuscata, diplopia, alterazioni del tono muscolare oculare, iperemia congiuntivale
- Rari: neurite ottica, edema maculare, perdita transitoria della visione
Disturbi dell’orecchio e del labirinto
- Non comuni: tinnito, ipoacusia transitoria, sensazione di pienezza auricolare
- Rari: vertigine parossistica posizionale benigna
Disturbi cardiaci
- Non comuni: palpitazioni, tachicardia, extrasistole
- Rari: aritmie cardiache gravi (fibrillazione atriale, tachicardia ventricolare), angina pectoris, infarto del miocardio (specialmente in pazienti con fattori di rischio preesistenti), pericardite
Disturbi vascolari
- Comuni: vampate di calore, congestione vascolare
- Non comuni: ipotensione ortostatica, ipertensione arteriosa, alterazioni del flusso periferico
- Rari: shock cardiogeno, emorragia cerebrovascolare, trombosi venosa profonda, flebite
Disturbi respiratori, toracici e mediastinici
- Non comuni: dispnea, broncospasmo, tosse, rinorrea
- Rari: edema polmonare acuto, polmonite da ipersensibilità, embolia polmonare, epistassi grave
Disturbi gastrointestinali
Questi rappresentano gli effetti collaterali più frequenti, dose-dipendenti e generalmente transitori:
| Effetto | Frequenza | Caratteristiche cliniche |
|---|---|---|
| Diarrea | Molto comune (10-40%) | Generalmente autolimitante, risolve entro 1 settimana; colliquativa nei casi gravi |
| Dolore addominale crampiforme | Molto comune | Correlato alle contrazioni della muscolatura liscia intestinale |
| Nausea | Comune (5-15%) | Più frequente nelle prime 2-4 settimane di terapia |
| Flatulenza | Comune | Meteorismo, distensione addominale, eruttazioni |
| Dispepsia | Comune | Bruciore epigastrico, rigurgito acido, pirosi |
| Vomito | Comune | Raramente richiede sospensione del farmaco |
| Stipsi | Non comune | Contro-intuitiva ma possibile, specialmente in pazienti anziani |
| Elevazione enzimi epatici | Non comune | Transaminasi, fosfatasi alcalina, gamma-GT |
| Epatite | Rara | Epatite colestatica o citolitica, ittero |
| Perforazione intestinale | Rarissima | In pazienti con patologie sottostanti (tumori, coliti) |
| Pancreatite | Rara | Dolore acuto epigastrico irradiato alla schiena |
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo
- Comuni: eruzione cutanea maculopapulare, prurito, sudorazione
- Non comuni: alopecia, dermatite, eczema, fotosensibilità, porpora
- Rari: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme grave, dermatite esfoliativa
Disturbi del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
- Non comuni: artralgia, mialgia, crampi muscolari, dolore alle ossa
- Rari: debolezza muscolare severa, rabdomiolisi con mioglobinuria, aumento della creatinchinasi
Disturbi renali e urinari
- Non comuni: disuria, poliuria, infezioni del tratto urinario, ritenzione urinaria
- Rari: insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, calcolosi renale, ematuria
Disturbi dell’apparato riproduttivo e della mammella
Importante: anche con somministrazione orale a dosi terapeutiche, possono manifestarsi effetti sui genitali femminili:
- Comuni: sanguinamento uterino anomalo, spotting, metrorragie
- Non comuni: crampi mestruali intensificati, dismenorrea, amenorrea transitoria
- Rari: emorragia post-menopausale, iperplasia endometriale, dolore mammario, ginecomastia nei maschi
Disturbi sistemici e condizioni relative alla sede di somministrazione
- Comuni: astenia, malessere generale, febbre lieve, brividi
- Non comuni: edema periferico, aumento di peso, sete eccessiva, dolore toracico non cardiaco
- Rari: reazioni locali severe, intolleranza generica al farmaco
Segnalazione degli effetti indesiderati
Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere. È possibile segnalare gli effetti indesiderati direttamente all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) tramite il sito www.agenziafarmaco.gov.it/segnala. Segnalando gli effetti indesiderati, può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza di questo medicinale.
4.9 Sovradosaggio
I sintomi di sovradosaggio acuto includono: sonnolenza profonda, tremori, convulsioni tonico-cloniche, difficoltà respiratoria, bradicardia severa, ipotensione arteriosa profonda potenzialmente fatale, ipertermia, dispepsia intensa, diarrea profusa disidratante e alterazioni elettrolitiche gravi.
Il trattamento del sovradosaggio è sintomatico e di supporto. Poiché il misoprostolo viene rapidamente metabolizzato e trasformato in acidi grassi inattivi, la dialisi è inefficace per rimuovere il farmaco dal sangue. In caso di ingestione recente (entro 1 ora), può essere considerata la lavanda gastrica seguita da carbone attivo. È fondamentale monitorare la funzionalità cardiovascolare, respiratoria e renale, oltre all’equilibrio acido-base ed elettrolitico. Nel caso di donne in età fertile, monitorare urgentemente eventuali contrazioni uterine e valutare lo stato gravidico.
5. Proprietà farmacologiche
5.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Prostaglandine, analoghi sintetici della prostaglandina E1, codice ATC: A02BB01.
Il misoprostolo è un analogo sintetico della prostaglandina E1 (PGE1) dotato di potente attività antisecretoria acida e proprietà citoprotettive sulla mucosa gastroduodenale.
Meccanismo d’azione
Inibizione della secrezione acida gastrica: Il misoprostolo si lega in modo specifico ai recettori prostaglandinici di tipo E3 (EP3) espressi sulle cellule parietali gastriche. Tale legame attiva vie di segnalazione intracellulare che inibiscono l’adenilato ciclasi, riducendo la formazione di adenosina monofosfato ciclico (AMPc). La diminuzione di AMPc intracellulare comporta riduzione dell’attività della pompa protonica H+/K+ ATPasi e conseguente diminuzione della secrezione di acido cloridrico sia basale che stimolata (da pasti, istamina, pentagastrina, caffeina o stimoli vagali).
Protezione della barriera mucosa: Aumenta la secrezione di muco e bicarbonato da parte delle cellule caliciformi, migliora il flusso ematico della mucosa gastroduodenale mediante vasodilatazione arteriolare (effetto mediato da recettori EP2/EP4), e favorisce la riparazione delle lesioni epiteliali stimolando la proliferazione cellulare e la migrazione delle cellule di rivestimento. Inoltre, mantiene l’integrità delle giunzioni serrate tra enterociti, prevenendo il back-diffusion di ioni idrogeno.
Effetto uterotono:
Il farmaco induce contrazioni ritmiche e toniche del miometrio uterino mediante stimolazione dei recettori prostaglandinici uterini (principalmente FP ed EP3). Questo effetto è dose-dipendente e varia in base allo stato ormonale dell’endometrio, con massima sensibilità durante la gravidanza e il periodo peri-partum. Studi endoscopici doppio-ceco controllati con placebo hanno dimostrato che Cytotec riduce significativamente l’incidenza di ulcere gastriche (dal 26% al 7%) e duodenali (dal 22% al 4%) nei pazienti sottoposti a terapia cronica con FANS. L’efficacia gastroprotettiva è mantenuta a lungo termine (fino a 12 mesi) senza fenomeni di tolleranza o tachyphylaxis. Il tempo mediano di guarigione delle ulcere duodenali è di 24 giorni, mentre per quelle gastriche è di 48 giorni. Dopo somministrazione orale, il misoprostolo viene rapidamente assorbito dal tratto gastrointestinale superiore. La biodisponibilità sistemica assoluta è bassa (circa 2-5%) a causa dell’estensivo metabolismo di primo passaggio a livello intestinale ed epatico. Il picco plasmatico del metabolita attivo (acido misoprostolico, MPCA) si raggiunge entro 30-60 minuti dall’assunzione, con concentrazioni medie di 400-800 pg/ml dopo dose di 200 microgrammi. L’acido misoprostolico presenta elevato legame alle proteine plasmatiche (85-90%), principalmente all’albumina. Il volume di distribuzione apparente è di circa 70 litri. Il farmaco attraversa la barriera placentaria (rapporto concentrazione fetale/materna 0.7) ed è teratogeno in tutte le specie animali testate. Concentrazioni trascurabili sono state rilevate nel liquido cerebrospinale. Il misoprostolo subisce de-esterificazione rapida nelle pareti intestinali da parte di esterasi specifiche, formando acido misoprostolico (MPCA), metabolita farmacologicamente attivo. Successivamente, l’acido misoprostolico viene ossidato nelle sedi C-15 e C-16 (ossidasi degli acidi grassi), seguita da riduzione delle chetoni in posizione 13 e 14, formando metaboliti biologicamente inattici (M6 e M7). Solo il 5% circa del farmaco subisce metabolismo epatico via citocromo P450. L’emivita plasmatica terminale dell’acido misoprostolico è di circa 20-40 minuti (media 30 minuti). I metaboliti inattivi sono escreti principalmente per via renale (64-73% della dose) entro 24 ore, e in misura minore con le feci (15%). Non si verifica accumulo del farmaco con somministrazioni ripetute a dosi terapeutiche. Insufficienza renale: Nei pazienti con clearance della creatinina <20 ml/min, l'emivita può triplicarsi (fino a 90-120 minuti) e le concentrazioni plasmatiche aumentare del 200%, richiedendo aggiustamento posologico. Insufficienza epatica: Riduzione della clearance epatica comporta aumento modesto dell’AUC (area sotto la curva) del 35% circa. Anziani: I parametri farmacocinetici sono simili a quelli dei giovani adulti, ma si osserva maggiore sensibilità farmacodinamica agli effetti gastrointestinali e cardiovascolari. Donne: Concentrazioni plasmatiche leggermente superiori rispetto ai maschi, probabilmente per differenze nella composizione corporea e metabolismo lipidico. Studi di tossicità acuta su roditori e cani hanno evidenziato LD50 superiore a 1000 mg/kg per via orale. Gli effetti tossici includono sedazione marcata, tremori, convulsioni, distress respiratorio e collasso cardiovascolare. Studi di tossicità subcronica (3 mesi) e cronica (fino a 12 mesi su cani e scimmie) hanno evidenziato effetti dose-dipendenti sui testicoli (atrofia tubulare con oligospermia) e sul sistema nervoso centrale (degenerazione assonale reversibile) a dosi elevate (100-1000 volte la dose terapeutica umana). Tossicità riproduttiva: Il misoprostolo è teratogeno in tutte le specie animali testate (ratti, conigli, scimmie rhesus) a dosi farmacologicamente attive. Le malformazioni osservate includono: onfalocele, gastroschisi, difetti di riduzione degli arti (amelia, ectromelia), anomalie cranio-facciali (palatoschisi, mandibola ipoplasica), anomalie vertebrali e cardiache. L’effetto è dose-dipendente e correlato alla stimolazione dei recettori prostaglandinici uterini. Tossicità perinatale: Studi su ratti e conigli hanno evidenziato aumento della mortalità perinatale, ritardo della crescita fetale e parto prematuro. Mutagenicità: Test in vitro (test di Ames, aberrazioni cromosomiche in linfociti umani) e in vivo (test del micronucleo su roditori) non hanno evidenziato potenziale mutageno o clastogeno. Carcinogenicità: Studi a vita su ratti (dosi fino a 240 volce la dose umana) e topi non hanno evidenziato aumento dell’incidenza di tumori rispetto ai gruppi di controllo. Nucleo della compressa: Rivestimento film: Non applicabile. Non miscelare con altri farmaci liquidi o semisolidi fuori dalla loro confezione originale per evitare idrolisi precoce del principio attivo. 3 anni dalla data di produzione per le confezioni integre. Dopo la prima apertura del contenitore, utilizzare entro 6 mesi. Non usare dopo la data di scadenza riportata sulla confezione dopo “SCAD” o “EXP”: si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato. Conservare a temperatura inferiore ai 25°C in confezione originale. Conservare nel blister originale fino al momento dell’uso per proteggere dal calore, umidità e luce solare diretta. Non congelare. Mantenere fuori dalla portata dei bambini. Confezioni in blister triplo strato PVC/PVDC/Alluminio contenenti: Non tutte le confezioni potrebbero essere commercializzate contemporaneamente. Le compresse devono essere ingerite intere con abbondante liquido (almeno 200 ml). Non frantumare, dividere o masticare le compresse per evitare esposizione cutanea al principio attivo, particolarmente pericolosa per le donne in gravidanza o in età fertile attraverso contatto accidentale con polveri o frammenti. Smaltimento: I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati. Queste misure aiuteranno a proteggere l’ambiente. Qualsiasi medicinale inutilizzato o scaduto deve essere restituito al farmacista per lo smaltimento conforme alla normativa vigente (D.Lgs 193/2006). PHARMACIA S.r.l. Prima autorizzazione: 15 maggio 1986 Novembre 2023 Questo medicinale è soggetto a prescrizione medica limitativa (medicinali non soggetti a prescrizione medica da somministrare esclusivamente da parte di specialisti gastroenterologi, reumatologi, internisti o medici equivalenti secondo la normativa vigente – RRR). Per informazioni aggiornate su questo medicinale, consultare il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it Monitoraggio obbligatorio: Prima di iniziare il trattamento a lungo termine in donne di età fertile, escludere la gravidanza mediante test urine o sierologico con sensibilità <25 UI/ml. Documentare l'informazione fornita alla paziente sui rischi teratogeni severi e ottenere firma del consenso informato specifico. Gestione della diarrea: La diarrea indotta dal misoprostolo può essere gestita riducendo temporaneamente la dose a 100 microgrammi per 2-3 giorni, assicurando idratazione adeguata (almeno 2 litri di liquidi al giorno) e evitando latticini. L’uso concomitante di antiperistaltici (loperamide 2 mg dopo ogni evacuazione diarroica, max 16 mg/die) può essere considerato nei casi refrattari ma solo dopo valutazione medica. Interferenze laboratoristiche: Il misoprostolo può interferire con determinati test di laboratorio per la diagnosi di gravidanza (falsi negativi se testati troppo precocemente) e con test di funzionalità epatica (aumento transaminasi).Attività clinica
5.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento
Distribuzione
Metabolismo
Eliminazione
Farmacocinetica in gruppi speciali
5.3 Dati preclinici di sicurezza
6. Caratteristiche farmaceutiche
6.1 Elenco degli eccipienti
6.2 Incompatibilità
6.3 Periodo di validità
6.4 Precauzioni per la conservazione
6.5 Natura e contenuto della confezione
6.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
7. Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Via delle Industrie, 5
20040 Caponago (MB)
Italia8. Numeri di autorizzazione all’immissione in commercio
9. Data della prima autorizzazione all’immissione in commercio/Rinnovo dell’autorizzazione
Ultimo rinnovo: 12 marzo 2010
Data di revisione del testo del riassunto delle caratteristiche del prodotto: Novembre 202310. Data della revisione del testo
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