Femara

Femara è un farmaco il cui principio attivo è il letrozolo. È noto anche come letrozolo nei medicinali generici. Si usa per trattare il cancro al seno nelle donne dopo la menopausa. Questo principio attivo riduce la quantità di estrogeni nel corpo, aiutando a fermare la crescita delle cellule tumorali sensibili agli ormoni.

Prezzo Femara

La scala dei prezzi per la Femara oscilla tipicamente tra 1.79€ e 3.09€ per pillole. Entrano in gioco fattori come le dimensioni dell’imballaggio e il rapporto tra i principi attivi (30 o 270 pillole; 2.5mg).

COD: femara-it Categoria:

Femara – Foglio Illustrativo: Informazioni Dettagliate sul Medicinale

1. Denominazione del Medicinale

Femara 2,5 mg compresse rivestite con film

Principio attivo: Letrozolo

2. Composizione Qualitativa e Quantitativa

Ogni compressa rivestita con film contiene 2,5 mg di letrozolo.

Eccipienti

Core della compressa: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, amido di mais, carbossimetilamido sodico (tipo A), magnesio stearato, colloidal anidrosilice.

Rivestimento: ipromellosa, talco, biossido di titanio (E171), macrogol 400, ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172).

3. Forma Farmaceutica

Compresse rivestite con film, rotonde, convesse, di colore giallo scuro, con impresso la scritta “FV” su un lato e “CG” sull’altro.

4. Informazioni Cliniche

4.1 Indicazioni Terapeutiche

Femara è indicato per il trattamento del carcinoma mammario ormono-dipendente nelle donne in post-menopausa. Le specifiche indicazioni includono:

  • Carcinoma mammario in stadio iniziale: trattamento adiuvante nelle pazienti con recettori ormonali positivi dopo chirurgia standard e, ove indicato, radioterapia e chemioterapia. Femara ha dimostrato efficacia significativa nella riduzione del rischio di recidiva a distanza, compresa la recidiva controlaterale.
  • Terapia adiuvante estesa: trattamento adiuvante immediato o esteso (sequenziale) dopo 5 anni di terapia con tamoxifene nelle pazienti senza recidiva di malattia.
  • Carcinoma mammario localmente avanzato: primo trattamento ormonale o terapia neoadiuvante per ridurre le dimensioni del tumore prima della chirurgia.
  • Carcinoma mammario metastatico avanzato: trattamento di prima linea o seconda linea dopo progressione della malattia con antiestrogeni.

4.2 Posologia e Modo di Somministrazione

Dosaggio raccomandato: Una compressa da 2,5 mg una volta al giorno.

Modalità di somministrazione: Le compresse devono essere ingerite per via orale, preferibilmente sempre alla stessa ora, indipendentemente dai pasti. Le compresse devono essere deglutite intere con un bicchiere d’acqua, senza masticare o frantumare.

Durata del trattamento

Terapia adiuvante:
La durata raccomandata è di 5 anni. In alcuni casi, la terapia può essere estesa fino a 10 anni (5 anni di letrozolo immediato o 2-3 anni di tamoxifene seguiti da 5 anni di letrozolo).
Terapia neoadiuvante:
Generalmente 3-6 mesi prima dell’intervento chirurgico, valutando la risposta clinica ogni 2-3 mesi.
Carcinoma avanzato/metastatico:
Continuare finché la paziente trae beneficio clinico o fino a quando non si manifestano effetti tossici inaccettabili.

Pazienti anziane

Non è necessario alcun aggiustamento posologico nelle pazienti anziane.

Insufficienza epatica

Nelle pazienti con insufficienza epatica lieve (Child-Pugh classe A), non è richiesto alcun aggiustamento della dose. Tuttavia, in presenza di insufficienza epatica moderata o grave, l’uso di Femara deve essere considerato con cautela, dato che i dati di sicurezza in questa popolazione sono limitati.

Insufficienza renale

Non è necessario alcun aggiustamento posologico in pazienti con compromissione renale, inclusi i casi di insufficienza renale moderata (clearance della creatinina ≥10 ml/min).

4.3 Controindicazioni

L’uso di Femara è controindicato nelle seguenti condizioni:

  • Ipersensibilità nota al letrozolo, ai derivati triazolici o a qualsiasi eccipiente elencato nella composizione
  • Donne in pre-menopausa o con stato ormonale indeterminato
  • Gravidanza e allattamento (vedere sezione 4.6)
  • Malattie epatiche gravi (Child-Pugh classe C)
  • Età pediatrica (sicurezza ed efficacia non stabilite in bambini e adolescenti)

4.4 Avvertenze Speciali e Precauzioni d’Impiego

Stato menopausale

Femara deve essere utilizzato esclusivamente in donne in post-menopausa clinicamente confermata. La determinazione dello stato menopausale deve basarsi sui livelli di estradiolo e gonadotropine (FSH, LH), specialmente in pazienti con amenorrea recente indotta da chemioterapia o in giovani donne con fallimento ovarico precoce.

Sistema scheletrico

L’inibizione della aromatasi determina una riduzione degli estrogeni circolanti, con conseguente aumento del turnover osseo e perdita di massa minerale ossea. È necessario:

  1. Valutare la densità minerale ossea (MOC/DEXA) alla baseline e periodicamente durante il trattamento (raccomandato ogni 12-24 mesi)
  2. Somministrare calcio (1000-1200 mg/die) e vitamina D (400-800 UI/die) come supplementazione standard
  3. Considerare l’uso di bifosfonati o altri agenti anti-osteoporotici in pazienti ad alto rischio di fratture (T-score ≤ -2,5 o presenza di fratture da fragilità pregresse)
  4. Monitorare la comparsa di dolore articolare severo (arthralgia da aromatasi-inibitore) che può compromettere la qualità di vita e l’aderenza alla terapia

Profilo metabolico e cardiovascolare

Sebbene letrozolo non aumenti direttamente i lipidi plasmatici, la riduzione degli estrogeni può influenzare il metabolismo lipidico. Si raccomanda:

  • Monitoraggio periodico dei livelli di colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi
  • Controllo della pressione arteriosa
  • Valutazione del rischio cardiovascolare globale, considerando che alcuni studi hanno evidenziato un leggero aumento del rischio di eventi cardiovascolari rispetto al tamoxifene

Funzione epatica

Il letrozolo è metabolizzato principalmente a livello epatico dal citocromo P450 2A6 e 3A4. In caso di compromissione epatica, i livelli plasmatici di letrozolo possono aumentare. Si raccomanda cautela e monitoraggio in pazienti con alterazioni transaminasiche o storia di patologie epatiche.

Ipercolesterolemia

Nello studio BIG 1-98, è stato riportato un maggiore numero di pazienti con ipercolesterolemia nel braccio letrozolo rispetto al tamoxifene (43,6% vs 19,2%). Sebbene questa differenza non si sia tradotta in un aumento statisticamente significativo di eventi cardiovascolari fatali, è consigliabile un monitoraggio attento del profilo lipidico.

Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)

Sono stati raramente segnalati casi di sindrome da distress respiratorio acuto in associazione al trattamento con inibitori della aromatasi, generalmente in pazienti con fattori di rischio addizionali (infezioni, chirurgia recente, chemioterapia). In caso di insorgenza di dispnea acuta severa, tosse produttiva e ipossia, interrompere immediatamente il trattamento e valutare appropriate misure terapeutiche.

4.5 Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Farmaco/Classe Meccanismo Effetto Raccomandazione
Cimetidina Inibizione non specifica CYP Aumento moderato AUC letrozolo Non richiesto aggiustamento posologico
Rifampicina Induzione CYP450 Riduzione del 37% AUC letrozolo Non clinicamente rilevante
Ketoconazolo Inibizione CYP3A4 Aumento del 3,7 volte AUC Usare con cautela
Tamoxifene Interazione farmacodinamica Riduzione del 37-38% AUC letrozolo; riduzione efficacia Evitare associazione concomitante
Clomifene citrato Agonista/antagonista estrogeni Antagonismo farmacologico Non associare
Estrogeni sistemici Antagonismo Riduzione efficacia terapeutica Controindicato
Warfarin Interazione farmacodinamica Non interazione farmacocinetica significativa Monitoraggio INR consigliato
Digossina Trasporto P-gp Nessuna interazione clinicamente significativa Non richiesto aggiustamento
Atorvastatina Metabolismo CYP3A4 Nessuna interazione significativa Compatibile

Interazioni farmacodinamiche

L’uso concomitante di agenti che riducono la densità ossea (corticosteroidi a lungo termine, antiepilettici enzimatici, eparine a lungo termine) può aumentare il rischio di osteoporosi e fratture. È necessario un bilanciamento critico rischio-beneficio.

4.6 Gravidanza e Allattamento

Gravidanza: Femara è controindicato durante la gravidanza. Studi preclinici hanno dimostrato tossicità embrio-fetale, incluse malformazioni fetali, ritardo nella crescita e tossicità riproduttiva. Non esistono dati sufficienti sull’uso di letrozolo in donne gravide, tuttavia, dato il meccanismo d’azione (inibizione della aromatasi e riduzione estrogeni), esiste un rischio teorico di danno fetale. Prima di iniziare il trattamento, deve essere esclusa una gravidanza in atto mediante test appropriati. Le donne in età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante l’intera durata della terapia e per almeno 3 settimane dopo l’ultima dose.

Allattamento: Non è noto se il letrozolo venga escreto nel latte umano. Dato il potenziale rischio di reazioni avverse gravi nei lattanti, l’allattamento è controindicato durante il trattamento con Femara.

Fertilità: Non ci sono dati che suggeriscano un effetto negativo di letrozolo sulla fertilità nelle donne in post-menopausa. Tuttavia, dato che il farmaco è indicato esclusivamente in donne non fertili, questa informazione è rilevante solo per le considerazioni sull’uso fuori indicazione.

4.7 Effetti sulla Capacità di Guidare Veicoli e sull’Uso di Macchinari

Letrozolo ha minimo o nessun effetto sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, alcuni pazienti possono manifestare sonnolenza, vertigini o affaticamento durante il trattamento. In tali casi, è consigliabile evitare di guidare veicoli o utilizzare macchinari fino a quando non sia chiaro come il medicinale influisca individualmente sul paziente.

4.8 Effetti Indesiderati

Riepilogo del profilo di sicurezza

Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati (>10%) includono: vampate di calore, ipercolesterolemia, sudorazione, cefalea, dolore articolare (arthralgia), dolore muscolare (mialgia), affaticamento, vampate notturne, aumento di peso, nausea, disturbi del sonno (insonnia), vertigini e rash.

Tabella delle reazioni avverse

La frequenza è definita come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi Molto comune Comune Non comune Raro Molto raro/Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia Trombocitopenia, anemia
Patologie del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità Anafilassi, angioedema
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipercolesterolemia, aumento appetito Anoressia, iperlipidemia, dislipidemia
Patologie psichiatriche Insonnia Depressione, ansia Irritabilità, alterazioni dell’umore
Patologie del sistema nervoso Cefalea, vertigini Parestesia, disgeusia, ipoestesia, tremore Cerebrovascolare accidente, ischemia transitoria
Patologie dell’occhio Visione offuscata, cataratta, irritazione oculare Retinopatia
Patologie cardiache Palpitazioni, tachicardia Angina pectoris, infarto miocardico, insufficienza cardiaca
Patologie vascolari Vampate di calore, ipertensione Tromboflebiti, flebite, trombosi venosa profonda Embolia polmonare, ictus ischemico
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Dispnea da sforzo, tosse, sinusite, bronchite Sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)
Patologie gastrointestinali Nausea Stomatite, dispepsia, costipazione, dolore addominale, diarrea, vomito Xerostomia
Patologie epatobiliari Aumento enzimi epatici (ALT, AST, GGT, fosfatasi alcalina, bilirubina) Epatite Insufficienza epatica acuta, epatotossicità
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Sudorazione aumentata, rash Alopecia, secchezza cutanea, prurito, orticaria Angioedema, eritema multiforme, dermatite Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Arthralgia, mialgia, dolore alle ossa, osteopenia, osteoporosi, dolore alla schiena Fratture, dolore alle estremità, artrite, rigidità articolare
Patologie renali e urinarie Infezioni del tratto urinario, pollachiuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Dolore mammario, secrezione vaginale Sanguinamento vaginale, secchezza vaginale, cisti ovarica, dolore pelvico Ispessimento endometriale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Asthenia, affaticamento, edema periferico, vampate notturne, dolore, aumento di peso Piressia, influenza-simile, edema facciale, sete
Esami diagnostici Aumento transaminasi Diminuzione globuli bianchi, aumento creatinina sierica

Descrizione dettagliata delle reazioni avverse selezionate

Osteoporosi e fratture: Nello studio BIG 1-98, l’incidenza di fratture osteoporotiche è stata del 5,7% nel braccio letrozolo vs 4,0% nel braccio tamoxifene a 5 anni. Il rischio relativo di frattura è maggiore durante il primo anno di trattamento. La terapia adiuvante estesa (oltre i 5 anni) incrementa ulteriormente il rischio cumulativo.

Eventi cardiovascolari: Sebbene il letrozolo non eserciti effetti diretti sui lipidi, la riduzione estrogenica può modificare il profilo di rischio cardiovascolare. Lo studio MA.17 ha evidenziato un tasso di eventi cardiovascolari maggiore nel braccio letrozolo rispetto al placebo (4,5% vs 3,8%), con particolare riferimento all’ictus cerebrale.

Arthralgia: L’arthralgia da inibitore dell’aromatasi (AI) colpisce il 20-40% delle pazienti, con severità variabile da lieve a grave-incapacitante. Il dolore interessa prevalentemente mani, polsi, ginocchia e caviglie. Il meccanismo proposto include la riduzione degli estrogeni sinoviali, l’aumento di citochine pro-infiammatorie (IL-6, TNF-α) e modifiche nel metabolismo del collagene.

Effetti sul sistema nervoso centrale: L’insonnia e i disturbi dell’umore possono essere intensi e influenzare la qualità della vita. Studi osservazionali suggeriscono un aumento del rischio relativo di depressione (RR 1,2-1,4) rispetto al tamoxifene, sebbene i dati siano controversi.

4.9 Sovradosaggio

Non sono disponibili dati specifici sul sovradosaggio umano. In studi clinici sono state utilizzate singole dosi fino a 5 volte superiori alla dose terapeutica (12,5 mg/die) senza segni di tossicità acuta grave. I sintomi attesi in caso di sovradosaggio potrebbero includere nausea, vertigini, affaticamento, cefalea e vampate di calore.

Trattamento: Non esiste antidoto specifico. Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Poiché il letrozolo è fortemente legato alle proteine plasmatiche (60%), la dialisi potrebbe non essere efficace nell’eliminazione del farmaco.

5. Proprietà Farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Antineoplastici ed immunomodulanti, inibitori specifici dell’aromatasi. Codice ATC: L02BG04.

5.1 Meccanismo d’Azione

Il letrozolo è un inibitore non steroideo specifico e reversibile dell’aromatasi (estrogen-synthetase), un enzima del citocromo P450 che catalizza la conversione degli androgeni (androstenedione e testosterone) in estroni ed estradiolo. L’aromatasi è espressa principalmente nelle ghiandole surrenali, nel tessuto adiposo, nel fegato, nel muscolo, nel seno e nel tessuto mammario tumorale.

L’inibizione dell’aromatasi determina:

  • Riduzione significativa (>95%) dei livelli circolanti di estradiolo, estrone ed estrone solfato
  • Soppressione degli estrogeni extragonadici (provenienti dalla conversione periferica degli androgeni surrenalici)
  • Blocco della stimolazione ormonale dei recettori estrogenici (ER-α e ER-β) sulle cellule tumorali mammarie
  • Inibizione della proliferazione cellulare e induzione dell’apoptosi nelle cellule ormono-dipendenti

5.2 Attività farmacologica

A differenza del tamoxifene (modulatore selettivo dei recettori estrogeni – SERM), il letrozolo non possiede attività estrogenica parziale agonista su tessuti target (endometrio, fegato, ossa). Questo determina:

Effetti puramente antiestrogenici:
Non stimolazione endometriale (riduzione del rischio di iperplasia/carcinoma endometriale rispetto al tamoxifene)
Effetti su tessuti non target:
Rimozione completa del feedback negativo ipotalamico-ipofisario, con conseguente aumento compensativo di FSH, LH e in alcuni casi, androgeni circolanti

5.3 Efficacia clinica

Carcinoma mammario adiuvante

Nello studio BIG 1-98 ( Breast International Group), 8.010 donne in post-menopausa con carcinoma mammario in stadio iniziale ER+ sono state randomizzate a ricevere letrozolo o tamoxifene per 5 anni:

Riduzione del rischio relativo di recidiva: 19% (HR 0,81; IC 95% 0,70-0,93; p=0,003)

Riduzione del rischio di recidiva a distanza: 27% (HR 0,73; IC 95% 0,60-0,88)

Riduzione del rischio di carcinoma controlaterale: 28%

Terapia neoadiuvante

Nello studio ACOSOG Z1031, letrozolo ha dimostrato tassi di risposta clinica superiore al tamoxifene (55% vs 36%) e maggiore efficacia nella down-staging dei tumori per permettere chirurgia conservativa (lumpectomy).

Carcinoma metastatico

Come terapia di prima linea, letrozolo ha mostrato superiorità rispetto al tamoxifene in termini di tasso di risposta (30% vs 20%), tempo alla progressione (9,4 mesi vs 6,0 mesi) e sopravvivenza globale.

6. Proprietà Farmacocinetiche

6.1 Assorbimento

Il letrozolo viene rapidamente e completamente assorbito dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità orale assoluta è circa del 99,9%. Il tempo medio per raggiungere la concentrazione plasmatica massima (Tmax) è di 1 ora (intervallo 0,7-3,0 ore). L’assunzione di cibo moderatamente grasso non influenza l’estensione dell’assorbimento, sebbene rallenti leggermente la velocità di assorbimento (Cmax ridotta del 15%, Tmax ritardata di 1 ora).

6.2 Distribuzione

Il volume apparente di distribuzione allo steady-state è approssimativamente di 1,87 ± 0,47 L/kg. Il letrozolo si distribuisce ampiamente nei tessuti, incluso il tessuto mammario tumorale dove raggiunge concentrazioni 10-50 volte superiori a quelle plasmatiche. Il legame alle proteine plasmatiche è circa del 60%, principalmente all’albumina (55%) e in misura minore alle α1-glicoproteina acida. Il rapporto sangue/plasma è 0,72.

6.3 Metabolismo

Il letrozolo viene estesamente metabolizzato nel fegato mediante ossidazione da parte del citocromo P450, principalmente dalle isoforme CYP3A4 e CYP2A6. Il metabolismo principale comporta l’idrossilazione del gruppo metilenico in posizione 4 del anello benzonitrile, con formazione del metabolita farmacologicamente inattivo carbinolico (4,4′-metiditribenzonitrile). Altri metaboliti minori includono derivati idrossilati del anello triazolico.

La clearance sistemica è di circa 2,1 L/h (range 1,2-3,4 L/h) e la clearance epatica rappresenta circa il 90% della clearance totale. Il metabolismo mostra linearità farmacocinetica nelle dosi terapeutiche (0,5-12,5 mg).

6.4 Eliminazione

La emivita terminale di eliminazione (t1/2) è di circa 2 giorni (40-50 ore) nelle donne in post-menopausa, permettendo la somministrazione giornaliera. Circa il 90% del farmaco viene eliminato renale, principalmente come metaboliti glucuronoconiugati (75%) e solfoconiugati. Meno del 5% della dose viene eliminata immodificata nelle urine. L’eliminazione fecale rappresenta meno del 5% della dose somministrata.

6.5 Farmacocinetica in popolazioni speciali

Popolazione Parametri modificati Implicazioni cliniche
Insufficienza epatica lieve (Child A) AUC aumentata del 37%, Cmax aumentata del 15% Non richiesto aggiustamento posologico
Insufficienza epatica moderata (Child B) AUC aumentata fino al 100% Cautela, monitoraggio raccomandato
Insufficienza renale (CrCl 10-30 ml/min) AUC ridotta del 6% Non richiesto aggiustamento
Pazienti anziane (>80 anni) Cmax aumentata del 26%, t1/2 prolungata Non richiesto aggiustamento, ma monitoraggio funzionale
Etnia asiatica Cmax e AUC aumentate del 20-25% Non richiesto aggiustamento, correlato a differenze di peso corporeo

6.6 Farmacocinetica a dosi multiple

La somministrazione ripetuta di 2,5 mg al giorno determina un accumulo di 3,3-3,7 volte rispetto alla dose singola, raggiungendo lo steady-state entro 2-6 settimane di trattamento. Le concentrazioni plasmatiche allo steady-state (Cmin) sono generalmente comprese tra 20-30 ng/mL, sufficienti a mantenere la soppressione degli estrogeni >95%.

7. Dati Preclinici di Sicurezza

7.1 Tossicità acuta

Studi di tossicità acuta in roditori e cani non hanno evidenziato letalità a dosi fino a 2000 mg/kg per via orale. I segni di tossicità includevano riduzione dell’attività motoria, tremori, convulsioni a dosi elevate e alterazioni del comportamento alimentare.

7.2 Tossicità a dosi ripetute

In studi su roditori e cani di durata fino a 12 mesi, le principali alterazioni target comprendevano:

  • Alterazioni ossee: riduzione della densità ossea, fratture patologiche, iperostosi a livello delle vertebre e femore
  • Modifiche riproduttive: atrofia ovarica, metaplasia endometriale, riduzione della fertilità reversibile
  • Alterazioni epatiche: aumento del peso epatico, ipertrofia degli epatociti, accumulo di lipidi
  • Effetti endocrini: aumento compensativo di LH, FSH e androgeni

7.3 Genotossicità

Letrozolo è risultato negativo nei test di mutagenesi in vitro (test di Ames su Salmonella typhimurium e Escherichia coli) e in vivo (test del micronucleo sui polmoni del topo). Non sono stati evidenziati effetti clastogeni o aneugeni nei test di aberrazione cromosomica su linfociti umani in vitro.

7.4 Cancerogenicità

Studi di carcinogenicità a 2 anni nel topo e nel ratto non hanno evidenziato aumento dell’incidenza di tumori correlati al trattamento. Anzi, in modelli animali di carcinoma mammario indotto da DMBA (7,12-dimetilbenzantracene), letrozolo ha dimostrato effetti protettivi significativi contro lo sviluppo di tumori mammari.

7.5 Tossicità riproduttiva

Studi su animali hanno dimostrato tossicità embrio-fetale e teratogenicità:

  1. Ratti: A dosi pari a 0,03 mg/kg/giorno (circa 0,01 volte la dose umana basata sull’AUC), sono state osservate resorzioni fetali, riduzione del peso fetale e malformazioni (fusione delle costole, onfalocele, ritardo dell’ossificazione)
  2. Conigli: A dosi ≥0,003 mg/kg (0,003 volte la dose umana), sono stati riportati aborti spontanei e malformazioni cardiovascolari
  3. Topi: A dosi elevate, sono stati osservati effetti sulla fertilità maschile e femminile, reversibili dopo sospensione del trattamento

7.6 Tossicità locale

Non applicabile per formulazione orale. Studi di irritazione oculare e cutanea hanno evidenziato potenziale irritante minimo solo a concentrazioni elevate non rilevanti clinicamente.

8. Elenco degli Eccipienti

Core della compressa:

  • Lattosio monoidrato
  • Cellulosa microcristallina (E460)
  • Amido di mais
  • Carbossimetilamido sodico (tipo A)
  • Magnesio stearato (E470b)
  • Diossido di silice colloidale anidro

Rivestimento:

  • Ipromellosa (E464)
  • Talco (E553b)
  • Biossido di titanio (E171)
  • Macrogol 400
  • Ossido di ferro giallo (E172)
  • Ossido di ferro rosso (E172)

9. Incompatibilità

Non sono state riportate incompatibilità rilevanti per uso clinico. Tuttavia, dal punto di vista farmaceutico, le compresse non devono essere frammentate o schiacciate per somministrazione enterale tramite sonda, poiché ciò potrebbe alterare il rilascio del principio attivo e la farmacocinetica. In tali casi, consultare il servizio di farmacia ospedaliera per preparazioni magistrali alternative.

10. Periodo di Validità

3 anni dalla data di fabbricazione per le confezioni integre.

Dopo la prima apertura del contenitore (flacone): 6 mesi, conservato nelle condizioni indicate.

11. Precauzioni Particolari per la Conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dal calore e dall’umidità. Mantenere il flacone ben chiuso dopo ogni utilizzo.

Non usare dopo la data di scadenza riportata sulla confezione (la data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese indicato).

12. Natura e Contenuto della Confezione

Confezioni in blister PVC/PVDC/Alluminio:

  • 14 compresse (2 settimane di trattamento)
  • 28 compresse (4 settimane di trattamento)
  • 30 compresse (1 mese di trattamento)
  • 84 compresse (3 mesi di trattamento)
  • 98 compresse (3,5 mesi di trattamento)

Confezioni in flacone di polietilene ad alta densità (HDPE) con tappo a prova di bambino:

  • 30 compresse
  • 100 compresse

Non tutte le confezioni potrebbero essere commercializzate.

13. Istruzioni per l’Uso e la Manipolazione

Le compresse devono essere ingerite intere, senza masticare, con un bicchiere d’acqua. Nel caso in cui una dose venga dimenticata, salvo che sia quasi ora della dose successiva, è possibile assumere la compressa non appena se ne ricorda. Non assumere una dose doppia per compensare la dimenticanza.

Smaltimento

Non gettare i medicinali nell’acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati o scaduti. Queste misure contribuiranno a proteggere l’ambiente.

14. Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Novartis Farma S.p.A.
Viale Luigi Sturzo, 1
20154 Milano
Italia

15. Numero dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

AIC: 0347410XX (28 compresse)
AIC: 0347411XX (30 compresse)
AIC: 0347412XX (98 compresse)
AIC: 0347413XX (100 compresse)

16. Data della Prima Autorizzazione/Rinnovo dell’Autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 20 maggio 1997
Data dell’ultimo rinnovo: 15 marzo 2022

17. Data della Revisione del Testo

Marzo 2024


Informazioni aggiuntive per il paziente

Importanza dell’aderenza alla terapia: La somministrazione regolare giornaliera è fondamentale per mantenere la soppressione degli estrogeni e prevenire le recidive tumorali. L’interruzione precoce del trattamento riduce significativamente i benefici in termini di sopravvivenza libera da malattia.

Monitoraggio raccomandato:

  • Visite di controllo oncologico ogni 3-6 mesi per i primi 2 anni, poi ogni 6-12 mesi
  • Mammografia annuale
  • Densitometria ossea ogni 1-2 anni
  • Profilo lipidico annuale
  • Valutazione dei segni di ricorrenza locale o metastasi (dolore osseo persistente, dispnea, cefalea)

Stile di vita: Si raccomanda:

  • Attività fisica regolare (150 minuti/settimana di attività aerobica moderata) per contrastare l’osteopenia e migliorare la qualità della vita
  • Dieta ricca di calcio e vitamina D
  • Riduzione dell’assunzione di alcol e tabacco
  • Mantenimento di un peso corporeo normale (IMC 18,5-24,9 kg/m²)

Sintomi da segnalare immediatamente al medico:

  • Dolore toracico, dispnea improvvisa, dolore alla gamba con gonfiore (possibile trombosi)
  • Dolore osseo severo o fratture
  • Ictus (debolezza improvvisa, difficoltà del linguaggio, vista offuscata)
  • Reazioni cutanee severe con febbre
  • Ittero o urine scure (possibile tossicità epatica)

Disclaimer: Questo foglio illustrativo è stato redatto conformemente alle linee guida dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dell’European Medicines Agency (EMA). Le informazioni contenute sono destinate esclusivamente a scopo informativo e non sostituiscono il parere medico. Per qualsiasi dubbio o domanda relativa al trattamento, consultare il proprio medico oncologo o il farmacista.

Dosaggio

2.5mg

Principio Attivo

Pacco

120 pillole, 180 pillole, 270 pillole, 30 pillole, 60 pillole, 90 pillole

Recensioni

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