Stromectol

Stromectol è un farmaco il cui principio attivo è l’ivermectina. È conosciuto anche con i nomi di ivermectina o Mectizan. Si utilizza per trattare infezioni causate da parassiti, come la scabbia, i pidocchi (pediculosi), la strongiloidiasi e l’oncocercosi, che è la cecità dei fiumi.

Prezzo Stromectol

Lo spettro dei prezzi di Stromectol si estende da 2.54€ a 6.46€ per ogni pillole. I fattori chiave che influenzano il prezzo sono l’ampiezza della confezione e il grado di sostanze attive (10 o 270 pillole; 12mg, 6mg, 3mg).

COD: stromectol-it Categoria:

STROMECTOL*CPR 3MG – Foglio Illustrativo Completo

Denominazione del medicinale

Stromectol 3 mg compresse rivestite con film

Principio attivo: Ivermectina

Composizione qualitativa e quantitativa

Componente Quantità per compressa Funzione
Ivermectina 3 mg Principio attivo antiparassitario
Cellulosa microcristallina q.s. Eccipiente di carica
Amido di mais pregelatinizzato q.s. Disgregante
Magnesio stearato q.s. Lubrificante
Butilidrossianisolo (E320) traccia Antiossidante
Opadry II (sistema di rivestimento) q.s. Rivestimento film

Forma farmaceutica

Compresse rivestite con film, bianche o bianche sporche, rotonde, piatte con bordo smussato, incise con “32” su un lato e liscie sull’altro. Diametro approssimativo 9 mm.

Dati clinici

Indicazioni terapeutiche

Stromectol è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni parassitarie sistemiche e cutanee:

  • Onchocercosi (Cecità dei fiumi): causata dal nematodo Onchocerca volvulus. Il farmaco è microfilaricida e non presenta attività macrofilaricida dimostrata contro i vermi adulti.
  • Strongiloidosi intestinale: infezione causata dal nematodo Strongyloides stercoralis. Efficace contro le forme intestinai e tissutali (autoinfezione).
  • Scabbia crustosa (Norvegese): in pazienti con immunodepressione o quando il trattamento topico è risultato inefficace o non applicabile.
  • Filarasi linfatica: come terapia di massa per Wuchereria bancrofti in programmi di controllo delle malattie trasmissibili.
  • Altre nematodosi: ascariasi (Ascaris lumbricoides) e anchilostomiasi (Ancylostoma duodenale) in contesti epidemiologici specifici.

Meccanismo d’azione

L’ivermectina è un semisintetico, antielmintico ad ampio spettro appartenente alla classe degli avermectini. Agisce come agonista selettivo dei canali del cloro gated dal glutammato nei nervi e nelle cellule muscolari degli invertebrati. L’induzione dell’aumento di permeabilità al cloro causa paralisi e morte del parassita. Nei mammiferi, l’ivermectina non attraversa la barriera ematoencefalica in quantità significative, garantendo selettività per gli invertebrati.

Posologia e modo di somministrazione

Posologia per indicazione

Indicazione Dosaggio Schema terapeutico Note speciali
Onchocercosi 150 mcg/kg Dose singola orale Trattamento annuale nei programmi di controllo; trattamento dei microfilariae circolanti
Strongiloidosi 200 mcg/kg Dose singola orale Seconda dose dopo 2 settimane nei pazienti immunocompromessi o con infezione persistente
Scabbia crustosa 200 mcg/kg 2-3 dosi a intervalli di 7-14 giorni Associare a trattamento topico keratolitico
Filariasi linfatica 200 mcg/kg + albendazolo 400 mg Dose singola annuale Terapia di massa in combinazione
Ascariasi 150-200 mcg/kg Dose singola Alta efficacia (>90%)
Strongiloidosi disseminata 200 mcg/kg Dosaggi ripetuti (2-7 giorni) Pazienti immunodepressi gravemente compromessi

Calcolo del dosaggio pediatrico

Il dosaggio deve essere calcolato in base al peso corporeo con la seguente formula:

Numero di compresse = (Peso in kg × Dose in mcg/kg) / 3000 mcg

Esempio pratico: Paziente di 60 kg per onchocercosi: (60 × 150) / 3000 = 3 compresse

Popolazioni speciali

Pazienti pediatrici
Pazienti con peso inferiore a 15 kg: la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite. Per pazienti tra 15-25 kg: 1/2 compressa (1,5 mg) per onchocercosi; 1 compressa (3 mg) per strongiloidosi.
Pazienti anziani
Nessun aggiustamento posologico necessario. Tuttavia, nei pazienti con funzionalità epatica compromessa richiedere attenzione particolare.
Insufficienza renale
L’ivermectina viene eliminata principalmente attraverso la folla fecale; non sono richiesti aggiustamenti nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata. Dati limitati per insufficienza renale grave.
Insufficienza epatica
Il farmaco viene metabolizzato a livello epatico. Nei pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh C), considerare la riduzione del 50% della dose con monitoraggio stretto.

Modalità di somministrazione

  1. Le compresse devono essere deglutite intere con acqua
  2. Assumere preferibilmente a stomaco vuoto (2 ore prima o dopo i pasti) per ottimizzare l’assorbimento
  3. Non masticare o frantumare le compresse
  4. Per pazienti che non possono deglutire compresse intere: è possibile frantumare accuratamente la compressa e sospenderla in acqua, assumendo immediatamente
  5. Nei programmi di controllo dell’onchocercosi, la somministrazione avviene sotto supervisione medica diretta

Controindicazioni

  • Ipersensibilità: nota ipersensibilità all’ivermectina o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nella sezione 6.1
  • Asthma grave: pazienti con anamnesi di reazioni asmatiche gravi a farmaci simili o con asma incontrollato
  • Co-infestazione da Loa loa: controindicazione assoluta in aree endemiche per Loa loa (Africa centrale) a causa del rischio di encefalopatia grave post-trattamento
  • Bambini sotto i 15 kg o 90 cm di altezza: non raccomandato per mancanza di dati di sicurezza adeguati
  • Donne in gravidanza: prima trimestre (vedere sezione gravidanza)
  • Insufficienza epatica grave non controllata: rischio di accumulo e tossicità

Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Reazioni di tipo Mazzotti

Nel trattamento dell’onchocercosi, l’eliminazione dei microfilariae può causare reazioni sistemiche acute (sindrome di Mazzotti), caratterizzate da:

  • Prurito intenso ed eruzione cutanea generalizzata
  • Edema facciale e periorbitale
  • Artralgie e mialgie
  • Linfadenopatia dolorosa
  • Ipertensione ortostatica
  • Tachicardia
  • Edema pulmonare (raro ma potenzialmente fatale)

Queste reazioni sono generalmente lievi-moderate e autolimitanti entro 5-7 giorni. In caso di reazioni severe, somministrare corticosteroidi sistemici e antistaminici.

Encefalopatia post-ivermectinica

ATTENZIONE: Pazienti con elevati carichi di microfilariae di Loa loa (>30.000 microfilariae/ml di sangue) possono sviluppare encefalopatia grave, coma e morte dopo somministrazione di ivermectina. Escludere sempre la co-infestazione da Loa loa in pazienti provenienti da aree endemiche dell’Africa centrale (Camerun, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Nigeria, RD del Congo).

Interazioni con il sistema immunitario

Pazienti con strongiloidosi iperinfettiva e sindrome da iperinfestazione strongyloide (SDIS) possono sviluppare sepsi o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) in seguito all’eliminazione massiva dei parassiti. Richiedere monitoraggio in terapia intensiva e profilassi antibiotica empirica.

Effetti sulla vista

Rari casi di perdita visiva transitoria o permanente sono stati segnalati in pazienti con onchocercosi trattati con ivermectina. Questi eventi sono probabilmente correlati alla reazione infiammatoria ai microfilariae morti nella retina piuttosto che a tossicità diretta del farmaco. Effettuare esame oftalmologico pre-trattamento nei pazienti con coinvolgimento oculare noto.

Uso in pazienti immunocompromessi

La strongiloidosi cronica nei pazienti immunosoppressi (terapia con corticosteroidi, chemioterapia, trapianti, HTLV-1) può evolvere verso forme disseminate. Richiede dosaggi prolungati o ripetuti di ivermectina e monitoraggio per anni dopo la sospensione dell’immunosoppressione.

Interazioni

Farmaci che inducono il CYP3A4

L’ivermectina è substrato del citocromo P450 3A4. La somministrazione concomitante con induttori enzimatici può ridurre l’efficacia:

  • Rifampicina: riduzione del 50% dell’AUC dell’ivermectina
  • Fenitoina, carbamazepina, fenobarbital: potenziale riduzione dei livelli plasmatici
  • Efavirenz, nevirapina: interazione clinicamente significativa da evitare

Farmaci che inibiscono il CYP3A4

Inibitori potenti possono aumentare l’esposizione sistemica:

  • Chetoconazolo, itraconazolo: aumento del 200% dell’AUC
  • Claritromicina, eritromicina: aumento moderato (monitoraggio consigliato)
  • Inibitori della proteasi HIV (ritonavir, saquinavir): potenziale aumento della tossicità

Interazioni farmacodinamiche

Farmaco/Classe Interazione Meccanismo Raccomandazione
Valproato di sodio Aumento neurotossicità Somma effetti su recettori GABA Monitoraggio neurologico
Benzodiazepine Sedazione accentuata Potenziazione recettoriale Evitare o ridurre dose
Warfarin Alterazione INR Displasia da proteine plasmatiche Monitoraggio INR frequente
Alcol etilico Aumento sedazione Somma effetti CNS Evitare durante trattamento

Gravidanza e allattamento

Fertilità

Studi preclinici non hanno evidenziato effetti sulla fertilità nei ratti a dosi fino a 2 mg/kg/die.

Gravidanza

Categoria FDA: C

Dati limitati sull’uso di ivermectina in donne gravide. Studi su animali non hanno evidenziato teratogenicità o tossicità fetale a dosi terapeutiche, ma a dosi tossiche materne si sono osservate anomalie scheletriche nei ratti. Il rischio teorico supera il beneficio nel primo trimestre. Nel secondo e terzo trimestre, valutare il rapporto rischio/beneficio solo in caso di infezioni severe che minacciano la vita (strongiloidosi disseminata).

Allattamento

L’ivermectina viene escreta nel latte materno in quantità limitate (concentrazione massima circa 1/100 della dose materna ponderale). Tuttavia, considerando la potenziale immunodepressione neonatale e la mancanza di dati di sicurezza nei neonati, sospendere l’allattamento per 24 ore dopo la somministrazione della dose singola.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

L’ivermectina può causare vertigini, sonnolenza e alterazioni della vista transitorie. I pazienti devono essere avvisati di non guidare veicoli o utilizzare macchinari pericolosi fino a quando non è nota la loro risposta individuale al farmaco. Queste precauzioni sono particolarmente rilevanti nelle prime 24-48 ore post-somministrazione.

Effetti indesiderati

La frequenza degli effetti indesiderati è stata valutata sulla base di dati post-marketing e studi clinici controllati:

Classificazione per frequenza

Molto comuni (≥1/10)
Prurito, iperemia oculare, linfonodi palpabili dolenti
Comuni (≥1/100 a <1/10)
Cefalea, vertigini, mialgie, artralgie, rash cutaneo, edema periferico, febbre, astenia
Non comuni (≥1/1.000 a <1/100)
Nausea, diarrea, dolore addominale, orticaria, aumento transaminasi, ipertensione ortostatica, tachicardia
Rari (≥1/10.000 a <1/1.000)
Encefalopatia (in contesto di Loa loa), convulsioni, coma, edema cerebrale, leucopenia, eosinofilia marcata, epatite tossica
Molto rari (<1/10.000)
Shock anafilattico, Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, perdita dell’udito transitoria, disturbi della coagulazione
Non nota (non valutabile dai dati disponibili)
Depressione respiratoria (in sovradosaggio massivo), alterazioni elettrocardiografiche (prolungamento QT segnalato in casi isolati)

Tabella sistematica degli eventi avversi

Sistema organo-classe MedDRA Reazione avversa Frequenza Caratteristiche
Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune Generalmente lieve, transitoria
Vertigini Comune Correlata a ipotensione ortostatica
Sonnolenza Non comune Autolimitante
Convulsioni Rara Predisposizione epilettica o Loa loa
Patologie oculari Congiuntivite Comune Reazione a microfilariae oculari
Edema palpebrale Comune Transitorio
Alterazione visiva Non comune Raramente permanente
Patologie cardiache Tachicardia Non comune Riflessa all’ipotensione
Ipotensione ortostatica Non comune Entro 24 ore dalla dose
Edema polmonare Rara Reazione inflammatoria sistemica
Patologie gastrointestinali Nausea Non comune Lieve
Diarrea Non comune Specialmente in strongiloidosi
Dolore addominale Non comune Coliche parassitarie
Patologie della cute Prurito Molto comune Intenso, può richiedere antistaminici
Rash maculopapulare Comune Reazione Mazzotti
Peteccie Rara Trombocitopenia immuno-mediata
Patologie sistemiche Sindrome Mazzotti Variabile Più frequente con alta carica parassitaria
Astenia Comune Post-dosaggio 2-5 giorni

Segnalazione degli effetti indesiderati

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante per monitorare il rapporto beneficio/rischio. Gli operatori sanitari sono invitati a segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta al sistema nazionale di farmacovigilanza (AIFA, www.aifa.gov.it).

Sovradosaggio

Sintomi e segni

Il sovradosaggio acuto di ivermectina, specialmente nei bambini, può manifestarsi con:

  • Sedazione profonda o coma
  • Depressione respiratoria
  • Miosis o midriasi
  • Tremori e atassia
  • Emesi profusa
  • Alterazioni elettrolitiche

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è sintomatico e di supporto:

  1. Lavanda gastrica se entro 1-2 ore dall’ingestione (controversia in caso di depressione del SNC)
  2. Carbone vegetale attivo (1-2 g/kg) se paziente vigile
  3. Supporto respiratorio: ossigenoterapia, intubazione se GCS <8
  4. Fluidoterapia endovenosa per mantenere diuresi
  5. Controllo delle convulsioni con benzodiazepine (diazepam 0,1-0,3 mg/kg EV)
  6. Emodialisi inefficace per l’elevato legame proteico (>93%)

Proprietà farmacologiche

Proprietà farmacodinamiche

Gruppo terapeutico: Antiparassitari, avermectini, codice ATC: P02CF01

L’ivermectina è una miscela 80:20 di 22,23-didroavermectina B1a e 22,23-didroavermectina B1b. Il meccanismo d’azione prevede il legame selettivo ai canali del cloro glutammato-dipendenti presenti esclusivamente negli invertebrati. Questo determina:

  • Paralisi flaccida dei muscoli somatici del nematode
  • Inibizione della trasmissione nervosa parassitaria
  • Blocco della fecondità nei vermi adulti (effetto sterilizzante in O. volvulus)
  • Letalità per microfilariae circolanti entro 2-3 giorni

Attività spettrale

Specie parassitaria Stadio sensibile Attività Note
Onchocerca volvulus Microfilariae +++ Nessun effetto su adulti macroscopici
Strongyloides stercoralis Larve, adulti +++ Efficace su forme tissutali
Wuchereria bancrofti Microfilariae ++ Effetto macrofilaricida parziale
Loa loa Microfilariae +++ Rischio encefalopatia
Ascaris lumbricoides Adulti +++ Curativo singola dose
Trichuris trichiura Adulti + Bassa efficacia
Ancylostoma spp. Adulti ++ Efficacia moderata
Sarcoptes scabiei Adulti, uova ++ Effetto ovicida variabile

Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Biodisponibilità assoluta: circa 60% (range interindividuale 30-70%). Assorbimento aumentato quando somministrato con cibi grassi (AUC aumentata del 2,5 volte). Cmax raggiunta in 4-5 ore.

Distribuzione

Volume di distribuzione: circa 3,1 L/kg. Elevato legame alle proteine plasmatiche (>93%), principalmente all’albumina. L’ivermectina attraversa scarsamente la barriera ematoencefalica (rapporto concentrazione cervello/plasma 0,05). Accumulo nel tessuto adiposo (liposolubilità elevata).

Biotrasformazione

Metabolismo epatico estensivo tramite CYP3A4. Principali metaboliti: 3″-O-demetil-ivermectina (attivo, 10-20% attività genitrice) e 24-idrossimetil-ivermectina. Emivita di eliminazione: 18-35 ore (media 28 ore).

Eliminazione

Eliminazione biliare/fecale per il 90% (metaboliti), renale per il <1% (invariate). Clearance sistematica: 0,15-0,25 L/h/kg. Non si accumula nei soggetti con funzione epatica normale anche dopo dosaggi ripetuti.

Parametri farmacocinetici in popolazioni speciali

Parametro Soggetti sani Onchocercosi Strongiloidosi Pazienti obesi
Cmax (ng/mL) 40-50 30-45 35-50 Ridotta del 30%
AUC0-∞ (ng·h/mL) 350-450 280-400 320-480 Aumentata
T½ (ore) 28±6 32±8 26±5 Prolungata
Cl/F (L/h/kg) 0,18 0,15 0,20 Variabile

Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta

DL50 orale: 25 mg/kg nel topo, 10 mg/kg nel ratto (femmine). Sintomi: sedazione, atassia, tremori. Non letale a dosi terapeutiche (0,2 mg/kg).

Tossicità cronica

Ratti trattati per 13 settimane a 2 mg/kg/die: nessun effetto tossico rilevante. A 4 mg/kg/die: aumento peso fegato, iperplasia epatocitica reversibile. NOAEL (No Observed Adverse Effect Level): 2 mg/kg/die.

Tossicità riproduttiva

Studi su ratti e conigli non hanno evidenziato effetti teratogeni a dosi fino a 0,4 mg/kg/die (10x la dose terapeutica umana). A dosi tossiche materne (>1 mg/kg) osservate anomalie scheletriche (costole soprannumerarie) nei ratti.

Mutagenicità e cancerogenicità

Test di Ames, micronucleo in vivo e aberrazioni cromosomiche in vitro negativi. Studi di carcinogenicità a 2 anni nel ratto e topo negativi.

Elenco degli eccipienti

  • Cellulosa microcristallina (E460)
  • Amido di mais pregelatinizzato
  • Magnesio stearato (E572)
  • Butilidrossianisolo (E320) – antiossidante
  • Opadry II 85F18422 bianco (ipromellosa, titanio diossido E171, macrogol 400, polisorbato 80)

Incompatibilità

Non miscelare con soluzioni alcaline forti (pH >9) per rischio di decomposizione del principio attivo. Incompatibile con etanolo al di sopra del 40% v/v per precipitazione del farmaco.

Periodo di validità

3 anni dalla data di fabbricazione per le confezioni integre. Dopo prima apertura del flacone: utilizzare entro 6 mesi.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 30°C. Conservare nel contenitore originale per proteggere dalla luce e dall’umidità. Non refrigerare o congelare. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Natura e contenuto della confezione

Confezioni in blister PVC/PVDC/Alu o flaconi in polipropilene ad alta densità con chiusura a prova di bambino:

  • Confezione da 4 compresse (trattamento singolo adulto standard)
  • Confezione da 10 compresse (uso ospedaliero)
  • Confezione da 20 compresse (programmi di sanità pubblica)
  • Confezione da 100 compresse (scorta terapeutica istituzionale)

Precauzioni particolari per lo smaltimento

Smaltire il medicinale non utilizzato secondo le normative locali per farmaci pericolosi. Non eliminare nelle acque reflue o nei rifiuti domestici. Richiedere al farmacista informazioni sul programma di raccolta differenziata farmaci scaduti.

Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Merck Sharp & Dohme B.V.
Waarderweg 39
2031 BN Haarlem
Paesi Bassi

Responsabile per il lotto di produzione in Italia:
MSD Italia S.r.l.
Via Vitorchiano, 151
00189 Roma – Italia

Produttore

Merck Sharp & Dohme B.V.
Prodotti mediante accordo con:
Siegfried AG

Untere Bruehlstrasse 4
4800 Zofingen
Svizzera

Oppure:

Farmaceutica Italiana S.p.A.
Via Enrico Fermi, 2
20019 Settimo Milanese (MI) – Italia
(per confezionamento secondario e controllo qualità lotto)

Data dell’ultima revisione del testo

Giugno 2024

Informazioni aggiuntive per operatori sanitari

Protocolli di somministrazione di massa (MDA): In programmi di controllo dell’onchocercosi, la copertura geografica deve superare l’80% della popolazione eleggibile per interrompere la trasmissione. Il trattamento viene somministrato annualmente per 10-15 anni, corrispondente alla vita riproduttiva del parassita adulto.

Monitoraggio post-terapia: Per strongiloidosi, eseguire esame coprologico seriato (almeno 3 campioni fecali a distanza di 7 giorni) 4 settimane dopo il trattamento per confermare eradicazione.

Resistenza: Segnalare al centro nazionale di riferimento per le parassitosi qualsiasi sospetta resistenza terapeutica (persistenza di microfilariae circolanti dopo 3 cicli terapeutici annuali).


Questo medicinale è soggetto a prescrizione medica differita (ricetta ripetibile limitativa AUF – uso farmaci ad uso umano). La legge italiana ne vieta la vendita al di fuori delle farmacie e dei punti vendita autorizzati. Conservare il foglio illustrativo per riferimento futuro. Per ulteriori informazioni consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) completo disponibile su www.ema.europa.eu o www.aifa.gov.it.

Dosaggio

12mg, 3mg, 6mg

Principio Attivo

Pacco

10 pillole, 120 pillole, 180 pillole, 20 pillole, 270 pillole, 30 pillole, 60 pillole, 90 pillole

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